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Riflessioni e ricerche sulla cultura digitale e altro a cura di Mario Rotta


eBook: un’ipotesi

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Originariamente un libro elettronico (eBook) è una semplice copia elettronica di un libro stampato: testo, senza immagini, che si può scaricare da Internet. L’editoria dimostra un totale disinteresse per questo formato. Un libro elettronico ha degli indubbi vantaggi nei confronti di un testo a stampa: non può essere rubato o smarrito, qualunque modifica sia possibile compiere su di esso, ne rimarrà sempre una copia originale in una banca dati, in una biblioteca elettronica; non può essere danneggiato irreparabilmente (asportazione di pagine, cancellazione di testo, danni vari dovuti all’usura, ai parassiti, ad agenti esterni). Gli svantaggi sono di tipo oggettivo: l’indubbia difficoltà nel leggere un testo sul monitor di un personal computer, la facilità con cui la concentrazione viene dispersa ogni volta che si perde il segno, la riga che si sta leggendo, nei tentativi di ritrovarla.

Attualmente i libri elettronici si stanno velocemente evolvendo, soprattutto in conseguenza dello sviluppo hardware. Libri elettronici sono disponibili gratuitamente sulla rete Internet, oppure, per i titoli di recente pubblicazione, a pagamento. L’evoluzione dell’hardware consente di compiere una serie di operazioni sul testo che servono da sempre, dalla nascita del libro, a concentrare l’attenzione su determinate porzioni di testo, a ricordare meglio, a focalizzare l’attenzione: sottolineare, chiosare, copiare brani, prendere frasi che servono di spunto per approfondimenti o nuove trattazioni, commentare, evidenziare.

La tecnologia fornisce appositi supporti per la lettura di testi elettronici, supporti che permettono una lettura agile e, contemporaneamente e facilmente consentono tutte quelle operazioni di concentrazione sull’oggetto dello studio. Non ultima la possibilità di personalizzare in modo eccellente il percorso di studi, ancorandolo alle proprie necessità e ai propri interessi, creando collegamenti ad altre risorse, sia in locale che in remoto, avvalendosi delle possibilità offerte dalla multimedialità e dall’ipertestualità.

Ma per quanto la tecnologia degli eBook sia ancora relativamente “giovane” sono già state effettuate ricerche e sperimentazioni sull’uso degli eBook readers in ambito didattico. Uno studio pilota sull’uso di una libreria elettronica è stato compiuto nell’Anno Accademico 2001-2002 dalla CSU (California State University) che riunisce in un unico organismo quasi tutte le principali università californiane. L’esperimento si rivolgeva alle università per capire in prima istanza la disponibilità degli editori a fornire titoli per incrementare una collezione di testi elettronici ad uso degli studenti di vario grado e del personale universitario in genere. I commenti degli utenti (user satisfaction) sono visibili in rete e, generalmente, sono molto negativi per quanto riguarda la lentezza nell’accesso alle risorse, la scarsità di titoli, le difficoltà di consultazione del catalogo. Tutti gli utenti assicurano comunque la volontà di tornare ad usare la risorsa, indifferentemente in tutte le aree disciplinari.

Uno studio svoltosi alla Ball State University ha evidenziato una generale insoddisfazione degli studenti in relazione agli strumenti forniti. Il campione preso in considerazione riguardava 91 studenti: 40 avrebbero usato testi tradizionali, 24 eBook in bianco e nero, 27 eBook a colori. Alcuni studenti, lamentando un affaticamento della vista, hanno preferito abbandonare la sperimentazione e tornare al supporto cartaceo. Fra le funzionalità più apprezzate nei dispositivi figurano  gli strumenti che consentivano di usare l’eBook come un normale libro di testo, ad esempio la possibilità di evidenziare porzioni di testo. Il dato significativo è comunque che fra i partecipanti non c’è stata una differenza nei risultati conseguiti, gli esiti dei quiz somministrati agli studenti sono stati paritetici. Il responsabile della sperimentazione, Richard F. Bellaver, si dice certo che la sperimentazione con gli eBook giungerà ad un esito favorevole, è infatti vantaggioso per uno studente poter caricare quattro o cinque libri più tutti i materiali relativi nel proprio dispositivo, e poterli rinnovare ogni semestre. Inoltre avendo testato la resistenza dei dispositivi i risultati sono stati ottimi: sottoposti a temperature sotto lo zero e messi in stanze ad alta pressione, dopo qualche ora o alcuni giorni in un ambiente normale, tutti i dispositivi hanno ricominciato a lavorare regolarmente.

Nell’Anno Accademico 2001-2002 l’Università di Pisa ha attuato una sperimentazione rivolta agli studenti di area umanistica, invitandoli a realizzare una personale antologia di brani letterari. La possibilità offerta ad ogni singolo studente di progettare un personale percorso di studi, supportato da docenti/tutor stimola interessi, coinvolge nell’attività didattica, favorisce l’approfondimento dell’interdisciplinarietà. La scuola abbatte in parte le sue mura, i propri limiti, offrendo la possibilità di accedere a materiali didattici 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. La personalizzazione dei percorsi e la loro contestualizzazione è un incentivo e uno spunto per nuovi, originali accostamenti didattici.

Esiti di sperimentazioni con i laptop forniscono una letteratura piuttosto ampia che consente di organizzare fisicamente l’aula, di reperire suggerimenti sull’uso e la presentazione di specifici software, di scegliere il sistema migliore di presentazione dei materiali, di considerare risorse e mettere a punto approcci alla didattica attraverso la tecnologia, fornendo suggerimenti su come evitare i problemi derivanti dalla laptop classroom (si definisce così una classe i cui studenti sono dotati di una tecnologia mobile): dispersione dell’attenzione durante le spiegazioni (ovviabile semplicemente facendo chiudere il display durante le spiegazioni), si dovrebbe interdire l’accesso alla rete Internet durante gli esami, si dovrebbero gestire classi di non più di venti studenti, in modo da poter seguire coloro che dimostrano di incontrare difficoltà con gli strumenti messi a disposizione. (Using Technology to Enhance the Classroom Environment, di Lawrence E. Levine, Ph. D., Stevens Instutute of technology, gennaio 2002).

Le sperimentazioni finora effettuate hanno dimostrato che una qualsiasi attività didattica che prevede l’uso di tecnologie, soprattutto se particolarmente innovative, dovrebbe essere pilotata e gestita in modo coerente: non è la tecnologia utilizzata in sé che migliora i processi di apprendimento, ma il modo in cui essa è calata in un contesto e utilizzata in funzione di precisi obiettivi didattici. Ulteriori sperimentazioni dovrebbero quindi proporsi come obiettivo primario di verificare se e quanto l’uso di strumenti mobili e versatili di lettura e rielaborazione delle informazioni agevola i processi cognitivi e aumenta le capacità critiche degli studenti.

La ricerca potrebbe essere orientata in particolare a sondare le potenzialità reali delle 3 opportunità offerte dagli eBooks che appaiono più cariche di significati in campo educativo:
A.    Testi e materiali di studio pertinenti a più discipline sono raccolti insieme su un unico supporto e si possono consultare facilmente in modo integrato.
B.    I testi possono essere annotati con commenti e rielaborati.
C.    Si possono aggiungere facilmente collegamenti ipertestuali da pagina a pagina fino a costruire idealmente reti e mappe di relazioni tra concetti.

Applicando delle linee guida appositamente predisposte e utilizzando strumenti di rilevamento elaborati per l’occasione i docenti delle classi coinvolte dovrebbero cercare di verificare alcune ipotesi di lavoro su cui si è concentrata negli ultimi anni la ricerca che si è occupata delle ricadute cognitive delle TIC e dell’impatto delle stesse in ambito scolastico. Pensando in particolare all’uso di dispositivi portatili in una “laptop classroom”, si possono identificare già in partenza alcune problematiche fondamentali.

Ipotesi A. Si può cercare di verificare se l’uso di strumenti come gli eBook readers, che compenetrano facilità di lettura e facilità di annotazione testuale e ipertestuale, può agevolare un approccio più reticolare ai saperi e alle discipline e una conoscenza più articolata, aiutando gli studenti a sviluppare forme di pensiero critico e capacità di riflessione metacognitiva. Tra le domande chiave a cui si può cercare di dare una risposta:

  • In che modo i collegamenti tra discipline e conoscenze potenzialmente agevolati dagli eBooks possono portare gli studenti a una maggiore chiarezza epistemologica?
  • In che modo le potenzialità intrinseche degli eBooks possono aiutare gli studenti a organizzarsi meglio e acquisire una migliore metodologia di studio?
  • In che modo la versatilità degli eBook (in termini di rielaborazione ipertestuale delle informazioni) può aiutare gli studenti a riflettere sui processi cognitivi e favorire un approccio metacognitivo allo studio?
  • In che modo la versatilità degli eBook (in termini di facilità di annotazione e rielaborazione delle informazioni) può aiutare gli studenti a impostare attività o affrontare situazioni con implicazioni progettuali?

Ipotesi B. L’uso di tecnologie come gli eBook, utilizzando i quali lo studente può assumere un ruolo attivo rispetto ai contenuti, potrebbe portare allo sviluppo di nuovi linguaggi espressivi e nuovi atteggiamenti critici. Tra le domande chiave a cui si può cercare di dare una risposta:

  • Quali sono gli effetti di questi dispositivi sull’impulso creativo? Agevolano o ostacolano la produzione di una relazione o di un elaborato?
  • Le potenzialità ipertestuali degli eBook alimentano atteggiamenti critici e producono ricadute positive sulla capacità degli studenti di organizzarsi per un compito da svolgere o impostare un colloquio?
  • Come cambiano i linguaggi e le capacità espressive degli studenti?

Nel corso della sperimentazione si può anche cercare di capire quali forme di impaginazione e strutturazione degli eBook sono più efficaci e coinvolgenti, quali outline e layout risultano più leggibili per gli studenti, oltre che verificare se e quanto la lettura e il lavoro sui display dei dispositivi mobili agevola o ostacola l’integrazione di soggetti in difficoltà. Si possono anche verificare ipotesi sul carico cognitivo sostenibile per gli studenti.
[in collaborazione con Michela Bini]