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Riflessioni e ricerche sulla cultura digitale e altro a cura di Mario Rotta


Conversazioni sull’e-tutoring

Reading time: < 1 minute Ancora sull'e-tutoring. Se ne è parlato in aprile all'Università di Chieti, nell'ambito di un seminario coordinato da Tiziana Vicentini: è stata una bella "conversazione", dedicata in parte all'evoluzione della figura professionale dell'e-tutor, in parte a esemplificazioni su come può agire un e-tutor in contesti specifici. Pubblico volentieri i filmati della giornata in formato QT MOV compatibile iPod: Parte I - L'evoluzione del profilo dell'e-tutor (durata 1h 10' circa) Parte II - L'azione dell'e-tutor (durata 1h 8' circa) Le riprese e la post-produzione sono state curate da Ud’Anet.

L’e-learning in Italia: il silenzio dei colpevoli

Reading time: 3 – 4 minutes

Sempre più spesso, da qualche tempo, leggo articoli che parlano dell’e-learning in Italia evidenziando le debolezze e i ritardi del nostro sistema. Ne cito volentieri uno, tra i tanti, molto accurato e impietoso sia nell’analisi che nelle conclusioni: “Italia: quale innovazione nelle Università?” pubblicato da Giovanni Arata su “Punto Informatico”. I dati che l’articolo evidenzia sono preoccupanti: mentre in molti altri paesi le Università utilizzano l’e-learning e più in generale le tecnologie di rete in modo sistematico e investendo sia sulle tecnologie che sul rinnovamento dell’offerta formativa, in Italia si va raramente oltre le sperimentazioni sporadiche, e lo stesso osservatorio SIe-L rileva una situazione frammentaria, l’assenza di una visione e una scarsa attenzione nei confronti dell’innovazione. Arata si spinge anche più lontano, parlando di “periferia culturale”. Lo sapevamo già, e ne avevamo discusso in varie occasioni, evidenziando tra le altre cose come il ritardo che l’Italia sta accumulando sia in parte legato al fatto che l’e-learning, nel nostro paese, è ancora prevalentemente oggetto di discussione accademica, e non ancora una pratica diffusa in differenti contesti. Ma leggendo l’articolo di Arata altre connessioni hanno preso forma nella mia mente: ad esempio, vedo una relazione tra i dati degli osservatori e le voci che sempre più spesso mi riferiscono di sedicenti esperti di formazione in rete che a seminari e convegni vanno ripetendo che l’e-learning è morto. Sono affermazioni che si commentano da sole, come quelle di chi una decina di anni fa, in pieno e-bang, dissertava apoditticamente sulla morte del libro, con la differenza che se non altro ne parlava in tono nostalgico. Dire che l’e-learning è morto sapendo che non abbiamo neanche avuto il coraggio di esplorarne a fondo gli scenari e gli orizzonti che potrebbe aprirci è un atteggiamento autolesionista che uccide l’innovazione prima ancora che possa crescere, forse per non correre il rischio di commettere gli errori che chi cerca di “fare”, inevitabilmente, commette. Non mi stupisce più di tanto, in un paese che in Europa è tra gli ultimi in quanto a diffusione e uso delle tecnologie informatiche e tra i primi quando si tratta di apparecchi televisivi e telefonini. Mi stupisce piuttosto che di fronte a certe affermazioni non emergano particolari reazioni: che sia una sorta di silenzio dei colpevoli? Nel frattempo la nostra distanza dalle società avanzate aumenta: provate ad esempio ad ascoltare le parole e le opinioni di due “guru” del web 2.0 sull’evoluzione della conoscenza (Stephen Downes e George Siemens su Whois TV) per capire non tanto se e quanto certe prospettive siano realistiche o si possa essere d’accordo o meno con i significati di determinate tendenze, ma per verificare quanto sia ancora viva e vitale la ricerca orientata all’innovazione. L’e-learning, ovvero l’uso integrato delle tecnologie come ambienti per costruire conoscenze e potenziare l’apprendimento, è un treno che è già partito, anzi, che sta cominciando a correre. E noi lo stiamo perdendo…

Person Stephen Downes

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Conversazione a Barcellona

Reading time: 1 – 2 minutes

Un’intervista realizzata da Simone Carletti (Università di Macerata) all’Expoelearning di Barcellona. Si parla dello scenario internazionale per quanto riguarda l’e-learning e del potenziale che la Spagna e i paesi di lingua spagnola stanno esprimendo in questo momento del loro sviluppo.