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Riflessioni e ricerche sulla cultura digitale e altro a cura di Mario Rotta


Verso i GLOCs: un approccio sperimentale alla didattica situata e al pensiero critico

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I GLOCs [Geo Localized Online Courses] sono ambienti di apprendimento aperti basati sul posizionamento geografico dei partecipanti e sul principio della “glocalizzazione”. L’ipotesi di lavoro consiste nello stimolare un approccio esplorativo alla realtà, mediato dalla tecnologia ma prima di tutto basato sulla scoperta effettiva di elementi, tracce e dettagli che appartengono al mondo reale. Metodologicamente, si tratta di forme di didattica outdoor e allo stesso tempo situata, simili ai webquest, in cui, al contrario di quanto accade in certe applicazioni apparentemente analoghe di realtà aumentata, non è la tecnologia che filtra e indirizza la percezione del mondo, ma il mondo in quanto tale che rivela a chi sa osservare ciò che contiene e i possibili percorsi che si possono sviluppare a partire da quella determinata angolazione, da quel punto di vista, da quel determinato luogo.

Il modello metodologico che ne deriva consiste essenzialmente nello sviluppo di percorsi di scoperta parzialmente guidati su un’area territoriale delimitata (tipicamente, una città d’arte, ma si possono considerare anche altre opzioni): il percorso di scoperta è realizzato mettendo in evidenza degli oggetti o dei luoghi, in prossimità dei quali (se si cammina nell’area oggetto del percorso con un dispositivo dotato di GPS) si può accedere a dei contenuti, ovvero ottenere delle informazioni e svolgere specifiche attività didattiche o di approfondimento.

Ecco un esempio sperimentale, disponibile fino al 31 maggio 2015 sul portale di IBIS Multimedia Network: Guardarsi intorno (1, Arezzo)

[in piattaforma: http://www.ibismultimedia.net/moodle/course/view.php?id=16]

Nel caso specifico il percorso consiste nella scoperta di 18 “luoghi” in grado di raccontare la storia della città di Arezzo e, indirettamente, l’evoluzione dell’arte, della scienza, della tecnologia, della letteratura e del pensiero. I criteri adottati per scegliere i 18 luoghi sono quindi in parte legati alle tipicità del contesto storico urbano preso in esame (si evidenziano ad esempio alcuni luoghi imprescindibili, anche se si cerca di osservarli da punti di vista inconsueti), in parte riferibili al bisogno di mostrare anche oggetti meno noti e scontati, solitamente trascurati dalle guide o collocati ai margini delle passeggiate in città.

Lo schema seguito nella realizzazione dei contenuti riferiti a ciascun oggetto o luogo segnalato nel percorso è a sua volta molto rigoroso e tiene conto di almeno tre esigenze primarie: affidare la scoperta del luogo o dell’oggetto segnalato a un breve racconto il cui scopo non è spiegare dettagliatamente che cosa si sta osservando, ma stimolare forme di osservazione critica, curiosità e attenzione ad alcuni dettagli: l’approccio utilizzato richiama, in sostanza, lo storytelling; integrare il racconto con una serie di domande aperte il cui scopo è stimolare riflessioni critiche, anche attraverso tecniche che richiamano il “pensiero laterale”: le domande suggerite possono servire al singolo “viaggiatore” per interrogarsi su ciò che sta osservando in modo da collocarlo meglio rispetto ai contesti in cui può rientrare (contesto storico, urbanistico, visivo…) e agli eventuali gruppi per discutere e condividere impressioni, raccogliere altre informazioni, sviluppare associazioni di idee, sempre a contatto diretto con il luogo o l’oggetto su cui ci si sta interrogando; suggerimenti sul significato e le implicazioni delle domande aperte associate ai vari luoghi sono in ogni caso riportati in questa guida metodologica; mettere a disposizione di chi volesse approfondire alcuni aspetti o tematiche specificamente riferibili al luogo o all’oggetto segnalato alcuni strumenti e risorse, sotto forma di attività da svolgere direttamente in piattaforma: discussioni basate su forum, raccolte di immagini, pagine di diario, conversazioni, lettura di fonti e relativi commenti, confronti tra dettagli, ricerche iconografiche e così via…

Il percorso proposto si può quindi sviluppare in due diverse modalità o livelli:

  • Scoperta dei luoghi e degli oggetti selezionati, lettura del “racconto” associato e confronto o discussione sulla base delle domande critiche relative: in questo caso si può indicativamente calcolare che si possa dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti (al netto delle eventuali necessità logistiche: orari e modalità di accesso, affollamento…)
  • Scoperta, lettura, confronto e svolgimento di una o entrambe le attività di approfondimento collegate al luogo o all’oggetto: in questo caso si può indicativamente calcolare che si debba dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra 1 e 3 ore (a seconda delle attività svolte o del grado di approfondimento di ciascuna di esse…)

 

Sulla base dello stesso modello, si cercherà di avviare la realizzazione di altri percorsi geolocalizzati, dedicati alla ri-scoperta delle città d’arte italiane, alla rilettura dei borghi storici o all’esplorazione di aree territoriali in cui si possano identificare elementi in grado di stimolare il pensiero critico e l’atteggiamento orientato alla soluzione dei problemi.