Insegnare e apprendere con gli eBook

Un intervento nell’ambito dell’evento “Nati Digitali“, organizzato a Milano da Nova Multimedia. Si parla di eBook: che cosa sono, in che modo possono essere integrati in una strategia di insegnamento e in un ambiente di apprendimento. L’intervento è stato anche registrato ed è disponibile sulla Web TV di Nova Multimedia.

Insegnare e apprendere con gli eBook [Slides, PDF, IT]
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Comments

  1. Giada Says:

    Semplicemente esaustivo. Visualmente fattivo.
    Incredibilmente certe scelte grafiche erano già nei miei pensieri: non posso che esserne entusiasta.

    Tengo ad evidenziare soprattutto il concetto per cui eBook significa evoluzione naturale del libro.

    E’ il libro (con la sua storia ed il suo passato) che si trasforma rigenerando i suoi contenuti nel tempo presente. Nessuna perdita. Nessun lascito.

    Solo un piccolo sforzo per capire che ciò che “si rinnova” non è sicuramente peggio, che non perdiamo un passato che è nostro ma lo trasportiamo nel nostro tempo, con gli strumenti del nostro tempo, per i soggetti del nostro tempo e per adeguarci alle attese del nostro tempo.

    Titubanze? Anche Platone temeva la scrittura…
    Giada

  2. Maria Grazia Says:

    Io, onestamente, non riesco a capire di quali paure stiamo parlando. Quel po’ che ho letto in giro può essere critico sulla maniera in cui è stato imposto ciò che si presuppone essere il formato digitale del tradizionale libro di testo ma non certo timoroso. Le paure possono riguardare gli effetti che la generalizzazione di “innovazioni” sconsiderate possano avere sul fare scuola quotidiano, soprattutto nei contesti più in difficoltà a causa di un costante decremento di risorse.
    Perché dobbiamo distinguere il discorso e-book generico con quello dell’e-book/libro di testo scolastico da adottare, in quanto frutto di due processi culturali diversi.
    Se non distinguiamo i piani, a mio parere, continueremo a fraintendere le legittimamente diverse posizioni.
    Se come docente ritengo superflua l’adozione obbligatoria del libro di testo o il suo sostituirsi alle esperienze concrete necessarie a capire le cose, ad esplorarle, ad “attraversarle”, mi interessa molto più parlare di ambienti di apprendimento multiprospettici ed esperenziali, che includano materiale *anche* stampabile…
    Credo insomma che la scarsa significatività che sembra caratterizzare l’e-book di testo anche agli occhi dei docenti più impegnati nell’utilizzo delle tecnologie digitali non possa essere liquidata come una semplice presa di posizione politica o magnanimamente tollerata come la paura del buio dei bambini piccoli.
    E se dobbiamo proprio parlare in soldoni, mi domando come si fa a pensare all’integrazione dell’e-book di testo in un ambiente di apprendimento, nella consapevolezza che un e-reader costa 500 euro.
    Se poi vogliamo parlare del rapporto tra e-book e libro cartaceo, nell’immaginario collettivo *prescindendo dalla scuola* allora il discorso assume tutta un’altra piega. Ma stavamo parlando di scuola, no?
    Ciao (e complimenti come al solito per le tue slides)
    Maria Grazia

  3. Chi ha paura dell’e-book? « Speculum Maius Says:

    [...] non ero riuscita a soffermarmi un po’ più tranquillamente sulle slides qui sotto (made by Mario Rotta) sui fatidici e-book (in formato [...]

  4. Mario Rotta Says:

    D’accordo Maria Grazia, i problemi assumono diverse connotazioni a seconda dell’angolazione da cui si osservano: è chiaro che se si ritiene superato il concetto di libro di testo questo dipende da un presupposto pedagogico, non dalla natura cartacea o digitale del libro di testo. O almeno così dovrebbe essere. Purtroppo vedo e sento colleghi che non seguono propriamente il filo di questo ragionamento, e finiscono con l’attribuire alla tecnologia (che a me interessa in quanto evoluzione) sia il valore di soluzione che eventuali responsabilità rispetto alla loro capacità (o incapacità, dei colleghi intendo) di affrontare una sfida didattica. Il risultato di questo atteggiamento, particolarmete diffuso in Italia e molto meno frequente in tanti altri paesi, è un tipico approccio teorico/ideologico alle tecnologie, laddove quasi dappertutto prevale un approccio pragmatico, che significa interrogarsi sulla natura e le potenzialità delle tecnologie sia per capire come utilizzarle nel migliore dei modi sia per decidere di non utilizzarle.

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