MRxKNOWLEDGE

Riflessioni e ricerche sulla cultura digitale e altro a cura di Mario Rotta


I principi di eKnow

Reading time: 2 – 2 minutes

Un video che illustra in breve i principi essenziali del progetto eKnow e alcune delle caratteristiche dei modelli metodologici e organizzativi in corso di sperimentazione. Se ne parlerà tra le altre cose all’Abbadia di Fiastra l’11 marzo 2016, durante il workshop Ai confini dell’apprendimento. La partecipazione ai workshop è aperta a tutti e totalmente gratuita. Basta visualizzare il programma e compilare il modulo di iscrizione. Alle 13, presso la Foresteria dell’Abbadia di Fiastra, sarà offerto un rinfresco. Nel corso della giornata verrà anche presentato il concorso Smart Education, un’opportunità per gli insegnanti e le scuole che vogliono realizzare un progetto di e-learning.

Il progetto eKnow: un ambiente flessibile per la formazione in rete di formatori e insegnanti

Reading time: 4 – 6 minutes

BCN_IMG_0350_1920

Il progetto eKnow, promosso da Smart Skills Center e realizzato da IBIS Multimedia Network, grazie a una rete di collaboratori ed esperti coordinati da Mario Rotta, si caratterizza tra le altre cose per almeno due aspetti innovativi e significativi. Il primo è legato al modo in cui in eKnow si interpreta l’e-learning: i corsi sono strutturati su vari modelli metodologici e organizzativi, che “attraversano” l’intera gamma delle possibili esperienze di apprendimento in rete: dai MOOCs (corsi aperti di ultima generazione supportati indirettamente e da seguire in autonomia), a corsi brevi basati sull’approccio problemico e in cui si interagisce con esperti ed e-tutor (li chiamiamo SPOCs), a corsi professionali per insegnanti e formatori basati sulle cosiddette e-tivities e sull’azione di formatori esperti, per arrivare ad ambienti di apprendimento sociale per comunità di interessi e di innovazione animati da un e-coach e un’information broker (li chiamiamo PLECs) o a percorsi di scoperta georeferenziati (detti GLOCs) in cui le attività didattiche programmate diventano accessibili solo in prossimità di luoghi o punti di interesse che questo particolare tipo di tecnologia aiuta a scoprire o riscoprire.

Il secondo aspetto che rende il progetto organico è rappresentato dai criteri in base a cui i corsi vengono programmati, progettati e prodotti. Tutti i “titoli” sono infatti definiti in modo da rappresentare un’opzione completa per la formazione di insegnanti e formatori: anche se ogni corso è autoconsistente infatti, i progettisti curano molto la complementarietà tra i corsi, che possono quindi essere considerati anche come elementi di un percorso più ampio, complesso e personalizzabile. Questo aspetto è rafforzato anche dal fatto che la quasi totalità dei contenuti dei corsi in programmazione rientra nel Quadro di Riferimento Europeo delle Competenze Chiave per l’Apprendimento Permanente (a cui peraltro è dedicato un MOOC introduttivo): questo significa che un insegnante o un formatore possono non solo costruire un percorso di sviluppo professionale, ma possono anche dedicarsi a una specificare area di competenza, che potrà essere affrontata partendo se necessario da corsi introduttivi (MOOCs) per arrivare alle relative comunità di apprendimento, passando attraverso dei corsi brevi o problem solving e dei corsi professionali.

Si possono fare alcuni esempi. Prendiamo in considerazione l’area di competenza che a livello europeo è definita capacità di comunicare in una lingua straniera: su questo “asse” troviamo un MOOC introduttivo di Avvicinamento alla Lingua Inglese, ma anche un corso più specifico sul PBL nella Didattica della Lingua Inglese e un set di corsi professionali sulla Didattica eCLIL. Se invece ci spostiamo sull’asse della competenza digitale possiamo partire da un MOOC sui Principi essenziali di Informatica, per poi procedere con alcuni corsi brevi su competenze digitali specifiche tipo Come rendere più efficace una presentazione multimediale o Come cercare, trovare e selezionare immagini digitali in rete, per arrivare fino ai corsi professionali sul cosiddetto Information Brokering o sulla Knowledge Visualization e concludere il percorso partecipando alle attività di una Community of Thinking sulle Tecnologie Digitali e Strategie di Apprendimento. Insomma, un sistema modulare, flessibile ed elastico (dove non a caso non si parla di piattaforme ma di trampolini), che può crescere anche attraverso le istanze e le necessità degli utenti, nel quadro di un approccio rigoroso e attento alla chiarezza comunicativa, all’efficacia formativa, all’utilizzo di Risorse Educative Aperte e alla coerenza delle procedure di valutazione (curate da Laboratorio Formazione di Milano), oltre che all’apporto di formatori, docenti, esperti ed e-tutor di grande esperienza.

eknow_link

eKnow: gli orizzonti dell’e-learning

Reading time: 6 – 10 minutes

eknow_cover

Da oggi è attivo eKnow, il portale di e-Learning di Smart Skills Center dedicato alla formazione di insegnanti, formatori e altri operatori didattici. Il progetto, curato da Mario Rotta, propone corsi e ambienti di apprendimento su vari argomenti, con una attenzione particolare al quadro europeo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, alla didattica centrata sui problemi e alle metodologie didattiche innovative e sperimentali, in gran parte progettati, realizzati e gestiti da una rete aperta di esperti, e-tutor, information broker e altri professionisti dell’e-learning.

Il progetto si fonda su un ripensamento complessivo dei modelli metodologici e organizzativi applicabili all’e-learning: l’ipotesi di lavoro iniziale consiste nel partire da un modello ben noto, i MOOCs, per identificare modelli e livelli alternativi e integrativi, caratterizzati di volta in volta da specifici fattori di diversità, solitamente riferiti alle modalità di interazione e alle forme di interattività messe in atto. Sono già disponibili vari MOOCs:

  • MOOC_KC101 Cittadinanza europea e competenze chiave
  • MOOC_INF101 Informatica: i principi essenziali [I]
  • MOOC_EFL101 Avvicinarsi alla lingua inglese [I]
  • MOOC_PBL101 PBL & PBL: la didattica centrata sui problemi
  • MOOC_INF103  Piattaforme e trampolini: introduzione agli ambienti di apprendimeto integrati

 

Ma questo è solo il punto di partenza. Dai MOOCs si passa infatti agli SPOCs, ai PROFs, ai GLOCs e ai PLECs. Fino a coprire una gamma molto ampia di istanze, di contenuti, di dinamiche comunicative.

Gli SPOCs (Small Private Online Courses) sono ambienti di apprendimento per piccoli gruppi interessati alla condivisione di tematiche o esperienze specifiche. Si tratta di micro-esperienze formative, il cui scopo consiste tipicamente nell’incrementare allo stesso tempo l’accuratezza del lavoro di formatori e insegnanti, il coinvolgimento degli studenti e la capacità di confrontarsi su temi e argomenti molto specifici, potenziando l’interattività in senso lato e accettando l’ipotesi che la motivazione e la performance dei partecipanti possano essere sostenute puntando in particolare sull’approccio problemico, su quello ludico e più in generale su una dimensione progettuale supportata da esperti o attraverso forme di collaborazione peer-to-peer e dedicando grande attenzione alla didattica centrata sui problemi. Al momento, tra gli SPOCs attivi si segnalano:

  • KCD101/15 Come rendere più efficace una presentazione multimediale [Rotta]
  • KCD106/15 Cercare le fonti e i riferimenti di un documento [Rotta]
  • SPBL_FIS PBL e didattica della fisica [Giannoli]
  • SPBL_ILS PBL e didattica dell’italiano come L2 [Molinaro]
  • SPBL_LEN PBL e didattica delle lingue: inglese [Pirruccello]
  • SPBL_ART PBL e didattica dell’arte [Rotta]
  • KCIMaC101/15 Imparare a conoscere il paesaggio italiano [Rotta]
  • KCIMaC105/15 Imparare a conoscere meglio la lingua italiana [Palla]
  • KCIMaU102/15 Le applicazioni didattiche del Tablet [Ferranti]
  • KCIMaU104/15 Come funziona e a cosa serve la videocamera digitale [Cesaro]

 

I PROFs (PROfessional Frameworks) sono pacchetti formativi strutturati, dedicati al consolidamento delle competenze dei formatori, con una particolare attenzione a quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito didattico, alla progettazione di soluzioni eLearning e alla gestione delle dinamiche di relazione in rete. Spesso ogni pacchetto rappresenta un modulo all’interno di un percorso più ampio, in grado di rispondere alle esigenze di agenzie o istituzioni che intendono pianificare l’aggiornamento dei propri formatori. Nella variante workshop sono eventi formativi intensivi, dedicati ad abilità pratiche molto specifiche. Sono particolarmente indicati come opzione per consolidare alcune competenze utili ai formatori per poter sfruttare nel migliore dei modi le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e consolidare la propria efficacia didattica. In alcuni casi richiedono dei prerequisiti di partecipazione. I vari pacchetti possono essere combinati insieme per costruire veri e propri percorsi di formazione articolati per formatori professionisti o insegnanti. Al momento tra i PROFs attivi si segnalano in particolare i percrosi professionali e i  workshop prodotti da IBIS Multimedia, tra cui:

  • C-PROF_ET1 ET01 E-TUTOR 1 8H Rotta Fedeli
  • C-PROF_ET2 ET02 E-TUTOR 2 8H Rotta Fedeli
  • C-PROF_ET3 ET03 E-TUTOR 3 8H Rotta Fedeli
  • C-PROF_LK1 LK02 LEARNING & KNOWLEDGE 1 8H Rotta Vicentini
  • C-PROF_LK2 LK02 LEARNING & KNOWLEDGE 2 8H Rotta Vicentini
  • C-PROF_LK3 LK03 LEARNING & KNOWLEDGE 3 8H Rotta Vicentini
  • W-PROF_SD3 SD03 SCRITTURA DIGITALE 3 6H Rotta Cirri
  • W-PROF_SD2 SD02 SCRITTURA DIGITALE 2 6H Rotta Cirri
  • W-PROF_SD1 SD01 SCRITTURA DIGITALE 1 6H Rotta Cirri
  • W-PROF_PBL2 PB02 PROJECT-BASED LEARNING 8H Rotta De Pietri
  • W-PROF_PBL1 PB01 PROBLEM-BASED LEARNING 8H Rotta De Pietri
  • W-PROF_KV3 KV03 KNOWLEDGE VISUALIZATION 3 8H Rotta Cesaro
  • W-PROF_KV2 KV02 KNOWLEDGE VISUALIZATION 2 8H Rotta Cesaro
  • W-PROF_KV1 KV01 KNOWLEDGE VISUALIZATION 1 8H Rotta Cesaro
  • W-PROF_IB1 IB01 INFORMATION BROKERING 1 8H Rotta Accarino
  • W-PROF_IB2 IB02 INFORMATION BROKERING 2 8H Rotta Accarino

 

I GLOCs (Geo-Localized Online Courses) sono ambienti di apprendimento aperti basati sul posizionamento geografico dei partecipanti e sul principio della “glocalizzazione”. L’ipotesi di lavoro consiste nello stimolare un approccio esplorativo alla realtà, mediato dalla tecnologia ma prima di tutto basato sulla scoperta effettiva di elementi, tracce e dettagli che appartengono al mondo reale. Metodologicamente, si tratta di forme di didattica outdoor e allo stesso tempo situata, simili ai webquest, in cui però, al contrario di quanto accade in certe applicazioni apparentemente analoghe di realtà aumentata, non è la tecnologia che filtra e indirizza la percezione del mondo, ma il mondo in quanto tale che rivela a chi sa osservare ciò che contiene e i possibili percorsi che si possono sviluppare a partire da quell’angolazione, da quel punto di vista, da quel determinato luogo. Al momento sui GLOCs si sta procedendo sperimentalmente partendo dal prototipo Guardarsi intorno: Arezzo.

Infine i PLECs (Progressive Learning Environments & Communities) sono un’ipotesi di lavoro fondata sull’applicazione di alcuni modelli adottati per rendere più fluido il ciclo compreso tra l’analisi dei bisogni formativi e la risposta ai bisogni in termini di risorse e supporto. Spesso i dipendenti di studi professionali, imprese e organizzazioni pongono domande specifiche su problemi semplici e circoscritti (perfezionare una procedura, migliorare una performance, imparare a usare uno strumento…), e cercano risposte veloci, convincenti e di immediata ricaduta. Un PLEC potrebbe quindi consistere in un ambiente condiviso su un’area tematica o di competenza, attraverso il quale qualsiasi interessato può porre istanze e ottenere risposte. Un eCoach o un’Information Broker risponderanno alle istanze emergenti attuando due strategie complementari: a) assegnare alla comunità degli utenti compiti via via più complessi sotto forma di attività mirate; b) segnalare alla comunità degli utenti una o più risorse selezionate tra quelle pertinenti alle istanze avanzate dalla stessa comunità. Tra i PLECs attivi o in fase di allestimento si segnalano:

  • SNA102 Dinamiche di interazione in rete [eCoach: Guglielman][IB: Rosati]
  • TED104 Digital Storytelling [eCoach: Somma][IB: Cesaro]
  • PMA101 Project Management [eCoach: Scimeca][IB: Billi]
  • TED101 Tecnologie digitali e strategie didattiche [eCoach: Rotta][IB: Guglielman]

 

Agli iscritti ai corsi, a conclusione del percorso formativo, verrà rilasciato da parte di Laboratorio Formazione, ente partner del progetto eKnow e qualificato per la formazione del personale della scuola presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, un attestato di partecipazione ai sensi delle DM 177/2000 e DM 90/2003 che certifica le ore di svolgimento del corso e i crediti formativi acquisiti.

Per ulteriori informazioni si può contattare: info@smartskillscenter.it.

Verso i GLOCs: un approccio sperimentale alla didattica situata e al pensiero critico

Reading time: 4 – 6 minutes

I GLOCs [Geo Localized Online Courses] sono ambienti di apprendimento aperti basati sul posizionamento geografico dei partecipanti e sul principio della “glocalizzazione”. L’ipotesi di lavoro consiste nello stimolare un approccio esplorativo alla realtà, mediato dalla tecnologia ma prima di tutto basato sulla scoperta effettiva di elementi, tracce e dettagli che appartengono al mondo reale. Metodologicamente, si tratta di forme di didattica outdoor e allo stesso tempo situata, simili ai webquest, in cui, al contrario di quanto accade in certe applicazioni apparentemente analoghe di realtà aumentata, non è la tecnologia che filtra e indirizza la percezione del mondo, ma il mondo in quanto tale che rivela a chi sa osservare ciò che contiene e i possibili percorsi che si possono sviluppare a partire da quella determinata angolazione, da quel punto di vista, da quel determinato luogo.

Il modello metodologico che ne deriva consiste essenzialmente nello sviluppo di percorsi di scoperta parzialmente guidati su un’area territoriale delimitata (tipicamente, una città d’arte, ma si possono considerare anche altre opzioni): il percorso di scoperta è realizzato mettendo in evidenza degli oggetti o dei luoghi, in prossimità dei quali (se si cammina nell’area oggetto del percorso con un dispositivo dotato di GPS) si può accedere a dei contenuti, ovvero ottenere delle informazioni e svolgere specifiche attività didattiche o di approfondimento.

Ecco un esempio sperimentale, disponibile fino al 31 maggio 2015 sul portale di IBIS Multimedia Network: Guardarsi intorno (1, Arezzo)

[in piattaforma: http://www.ibismultimedia.net/moodle/course/view.php?id=16]

Nel caso specifico il percorso consiste nella scoperta di 18 “luoghi” in grado di raccontare la storia della città di Arezzo e, indirettamente, l’evoluzione dell’arte, della scienza, della tecnologia, della letteratura e del pensiero. I criteri adottati per scegliere i 18 luoghi sono quindi in parte legati alle tipicità del contesto storico urbano preso in esame (si evidenziano ad esempio alcuni luoghi imprescindibili, anche se si cerca di osservarli da punti di vista inconsueti), in parte riferibili al bisogno di mostrare anche oggetti meno noti e scontati, solitamente trascurati dalle guide o collocati ai margini delle passeggiate in città.

Lo schema seguito nella realizzazione dei contenuti riferiti a ciascun oggetto o luogo segnalato nel percorso è a sua volta molto rigoroso e tiene conto di almeno tre esigenze primarie: affidare la scoperta del luogo o dell’oggetto segnalato a un breve racconto il cui scopo non è spiegare dettagliatamente che cosa si sta osservando, ma stimolare forme di osservazione critica, curiosità e attenzione ad alcuni dettagli: l’approccio utilizzato richiama, in sostanza, lo storytelling; integrare il racconto con una serie di domande aperte il cui scopo è stimolare riflessioni critiche, anche attraverso tecniche che richiamano il “pensiero laterale”: le domande suggerite possono servire al singolo “viaggiatore” per interrogarsi su ciò che sta osservando in modo da collocarlo meglio rispetto ai contesti in cui può rientrare (contesto storico, urbanistico, visivo…) e agli eventuali gruppi per discutere e condividere impressioni, raccogliere altre informazioni, sviluppare associazioni di idee, sempre a contatto diretto con il luogo o l’oggetto su cui ci si sta interrogando; suggerimenti sul significato e le implicazioni delle domande aperte associate ai vari luoghi sono in ogni caso riportati in questa guida metodologica; mettere a disposizione di chi volesse approfondire alcuni aspetti o tematiche specificamente riferibili al luogo o all’oggetto segnalato alcuni strumenti e risorse, sotto forma di attività da svolgere direttamente in piattaforma: discussioni basate su forum, raccolte di immagini, pagine di diario, conversazioni, lettura di fonti e relativi commenti, confronti tra dettagli, ricerche iconografiche e così via…

Il percorso proposto si può quindi sviluppare in due diverse modalità o livelli:

  • Scoperta dei luoghi e degli oggetti selezionati, lettura del “racconto” associato e confronto o discussione sulla base delle domande critiche relative: in questo caso si può indicativamente calcolare che si possa dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti (al netto delle eventuali necessità logistiche: orari e modalità di accesso, affollamento…)
  • Scoperta, lettura, confronto e svolgimento di una o entrambe le attività di approfondimento collegate al luogo o all’oggetto: in questo caso si può indicativamente calcolare che si debba dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra 1 e 3 ore (a seconda delle attività svolte o del grado di approfondimento di ciascuna di esse…)

 

Sulla base dello stesso modello, si cercherà di avviare la realizzazione di altri percorsi geolocalizzati, dedicati alla ri-scoperta delle città d’arte italiane, alla rilettura dei borghi storici o all’esplorazione di aree territoriali in cui si possano identificare elementi in grado di stimolare il pensiero critico e l’atteggiamento orientato alla soluzione dei problemi.

Cloud, Media & Social Learning: un’anticipazione

Reading time: 2 – 2 minutes

Cominciano questa settimana le attività online del corso sperimentale su “Cloud, Media & Social Learning” che terrò nell’ambito del Master DOL del Politecnico di Milano:
http://www.dol.polimi.it/mastersecondolivello/

Ecco una breve anticipazione sul taglio della conversazione e sugli argomenti che saranno affrontati… qualche suggerimento?

“Si fa presto a dire learning (con o senza la “e” davanti). O cloud. O social. O, peggio ancora, media. Per non parlare delle tante combinazioni possibili: social media, cloud learning, media cloud (ammesso che qualcuno lo abbia già diffuso e diluito nel web attraverso qualche tweet). Si fa presto a coniarle, le parole, e altrettanto presto a dimenticarle, o a sperperarne il valore. Più difficile è definirne il reale significato, e tradurlo in ipotesi applicabili, in strategie di innovazione in grado di provocare un cambiamento. Ma è sempre stato così nella breve (eppure già controversa) storia dell’e-learning: si pensa a un’etichetta, si cerca di descrivere lo scenario che dovrebbe inquadrare, se ne sostengono le implicazioni e le conseguenze, fino a quando l’attenzione non si sposta su una nuova etichetta, che in quel momento sembra più promettente. Stat rosa pristina nomen, nomina nuda tenemus.

Cercheremo di non commettere lo stesso errore, accettando prima di tutto il presupposto che le etichette da cui qualsiasi ragionamento prenderà avvio siano solo dei TAGs, ovvero termini informali utili per avviare una ricerca su un sistema complesso di conoscenze e allo stesso tempo sigle formalizzate in grado di ricomporre un quadro d’insieme, applicando un determinato formato. Proveremo, quindi, a tracciare una mappa (sintetica) dell’evoluzione del concetto di e-learning, per poter cogliere meglio le implicazioni e le potenzialità dello scenario attuale e definire un’agenda, o quanto meno un set di domande aperte, a cui, nei prossimi anni, la ricerca e le pratiche acquisite dovranno dare delle risposte convincenti”.

last comments
MRB
MRB

Una curiosita': come fai a trovare qualcuno con cui parlare davvero di queste cose che per te sono importanti? Mi …
Mario Rotta
Mario Rotta

In questo caso si tratta dell'avvio di un corso. Tutti i destinatari sono più che disposti a interagire, ed è …

Leggere eBook: un workshop a Firenze

Reading time: 2 – 2 minutes

Dal sito della Biblioteca delle Oblate di Firenze.
Che cosa sono gli eBook? Quali sono le tendenze e le evoluzioni della società della conoscenza? Per saperne di più la Biblioteca delle Oblate di Firenze e la casa editrice Garamond, in collaborazione con il gruppo Web Semantico hanno organizzato un “laboratorio interattivo” che si terrà a Firenze il 26 Maggio 2010 alle ore 16.00 nella Sala Conferenze del piano terra della Biblioteca. Durante il laboratorio sarà presentato il libro/eBook di Mario Rotta, Michela Bini e Paola Zamperlin Insegnare e apprendere con gli eBook. Dall’evoluzione della tecnologia del libro ai nuovi scenari educativi” (Garamond, 2010). Gli autori, insieme a tutor e ricercatori, aiuteranno i partecipanti ad esplorare questo nuovo approccio alla lettura, allo studio e alla ricerca, attraverso supporti che si collocano tra il quaderno, il libro e il computer. Nella mattinata dello stesso giorno sarà anche avviata una sperimentazione con una classe di ragazzi di una scuola media superiore. L’evento sarà documentato anche attraverso questo blog.

Per saperne di più ecco per il momento alcuni link utili:
Depliant informativo »
Scheda di approfondimento »

Scheda di partecipazione »

Consigli di lettura »

Learning in “next generation” environments

Reading time: < 1 minute Learning in a “next generation” educational environment: some effective strategies for educators in the Web 2.0

Presentation and resources for a european seminar on e-Learning and learning 2-0 trends for educators.
Città di Castello, Centro Studi Villa Montesca. February, 2010.

Presentation and resources [PDF, EN]
Suggestions for a workshop [PDF, EN]

Un tutorial sugli eBook al congresso SIe-L

Reading time: 3 – 5 minutes

In occasione del VI Congresso Nazionale SIe-L, E-Learning: creatività e innovazione, che si terrà a Salerno dal 16 al 18 settembre 2009, mi è stato chiesto di curare (insieme a un e-Tutor) un tutorial sul tema: gli eBook negli ambienti di apprendimento.

Il tutorial cercherà prima di tutto di chiarire che cosa sono esattamente gli eBook, ripercorrendo parte del dibattito in corso sulle definizioni, i significati e le implicazioni di queste nuove tecnologie. Si esploreranno successivamente alcune potenzialità degli eBook come strumenti didattici integrabili in varie tipologie di “ambienti di apprendimento”. Si cercherà in particolare di valutarne l’impatto e il valore aggiunto nell’ambito della scuola, dell’università e delle organizzazioni complesse, analizzando casi e discutendo su alcune possibili strategie. I destinatari sono: insegnanti, ricercatori, formatori. Le attività si svolgeranno prevalentemente online, a partire da fine giugno, e si concluderanno con un workshop in presenza in occasione del congresso. Ci si può iscrivere fino al 7 giugno. Ecco, più in dettaglio, il programma del tutorial.

I. Che cosa sono gli eBook (online, 2 settimane)
L’obiettivo della prima parte del tutorial online è capire cosa sono gli eBook. Si esploreranno 3 ipotesi di definizione di campo:
•    Gli eBook in quanto testi digitali o evoluzione del testo digitale
•    Gli eBook in quanto dispositivi per la lettura e l’utilizzo di testi digitali
•    Gli eBook in quanto insieme di “interazioni” tra testi digitali e dispositivi di lettura
Si procederà segnalando risorse utili per affrontare ciascuna delle 3 ipotesi e avviando su ciascun gruppo di risorse segnalate una discussione guidata con input precisi per l’elaborazione collaborativa di un primo glossario sul concetto di eBook. Il docente segnalerà le risorse da esplorare/consultare e definirà gli input per la discussione. L’e-Tutor coordinerà le discussioni e guiderà i partecipanti nell’elaborazione del glossario.

II. Come si possono integrare gli eBook in un ambiente di apprendimento (online, 2 settimane)
L’obiettivo della seconda parte del tutorial online è capire in che modo gli eBook possono essere utilizzati efficacemente in un ambiente di apprendimento e come si possono integrare con altri dispositivi/tecnologie e con alcune strategie didattiche. Si procederà suddividendo i partecipanti in 3 sottogruppi, ciascuno dei quali si concentrerà su uno scenario: scuola, università e formazione nelle organizzazioni complesse (aziende, pubblica amministrazione…). Per ogni scenario saranno proposte 2-3 ipotesi di lavoro sotto forma di problemi didattici, su ciascuno dei quali si segnaleranno risorse specifiche disponibili online o studi di caso. Ogni gruppo sceglierà un problema da affrontare e cercherà una soluzione orientata all’utilizzo integrato di eBook nella strategia didattica, elaborando collaborativamente delle linee guida (anche in forma preliminare). Il docente proporrà i problemi da affrontare e segnalerà le risorse correlate. L’e-Tutor supporterà il confronto nei gruppi e guiderà i partecipanti nell’elaborazione collaborativa delle linee guida.

III. Workshop in presenza (16 settembre 2009 – ore 14-18)
Durante il workshop:
•    Si condividerà il glossario elaborato online e si discuterà insieme al docente su come integrarlo, arricchirlo e rendere più chiare le definizioni, osservando da vicino dei dispositivi per eBook configurati come biblioteche digitali e osservando alcuni degli scenari possibili nell’ambito dell’evoluzione dell’editoria digitale.
•    Si discuteranno insieme al docente le linee guida elaborate online per verificarne l’applicabilità (anche attraverso brevi simulazioni), definendo una strategia di monitoraggio per l’attuazione sperimentale delle soluzioni ipotizzate nei diversi scenari.
L’obiettivo finale è mettere in grado i partecipanti di attuare una sperimentazione coerente di utilizzo integrato di eBook in un programma educativo reale, riferito al loro contesto specifico di appartenenza e attività.

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente queste tematiche ricordo anche che sto coordinando per E-Form (insieme a Michela Bini e Paola Zamperlin) un corso su Insegnare e apprendere con gli eBook, che si svolgerà quasi totalmente online e di cui sono previste più edizioni, anche personalizzate in base a esigenze specifiche di gruppi di partecipanti.

Valore aggiunto e criticità dell’e-Learning

Reading time: < 1 minute Mario Rotta, E-Learning: il valore aggiunto e gli elementi di criticità nell’innovazione metodologica, organizzativa, didattica e tecnologica. Materiali didattici da una giornata seminariale presso l’Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale di Bellinzona (CH).

Materiale didattico originale a cura di Mario Rotta [PDF, IT]

Virtual Communities: materiali formativi 2007

Reading time: < 1 minute Materiali formativi sulle comunità virtuali, a cura di Mario Rotta. Questi materiali si concentrano in particolare sull'analisi dei fattori che determinano il successo di una comunità virtuale, sulla progettazione strutturata delle communities e sulla casistica di riferimento. Sono stati elaborati nell'ambito di corsi e seminari tenuti tra il 2003 e il 2007 per Università di Firenze, Ecipa Veneto, Irre Toscana, Cesvot, ARSIA Toscana e successivamente riadattati. Progettare una comunità virtuale (traccia, PDF, IT)
Le comunità virtuali: progettazione, strategie e criticità (slides, PDF, IT)

Condizioni di utilizzo: Creative Commons 2.5, attribuzione, non commerciale, non opere derivate (informazioni dettagliate).