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Riflessioni e ricerche sulla cultura digitale e altro a cura di Mario Rotta


Un percorso formativo online sul Rischio Sismico e Vulcanico in Italia

Reading time: 5 – 8 minutes

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eKnow propone alle scuole e a tutti i cittadini interessati GeoRisk, un percorso di sensibilizzazione e di formazione sul Rischio Sismico e Vulcanico in Italia. Il percorso è uno dei finalisti del concorso Talent Italy, dedicato alla progettazione di MOOCs innovativi, ed è stato realizzato da Salvatore Soreca (geologo e docente/esperto), Maria Marino (e-tutor) e Mario Rotta (progettista ed esperto di e-learning). Il percorso proposto tiene conto:
  • del bisogno di sensibilizzare insegnanti e studenti su un problema che riguarda la quasi totalità del nostro paese e su cui c’è ancora carenza di informazione;
  • della necessità di acquisire gli strumenti adeguati per poter valutare il Rischio Sismico e Vulcanico;
  • della necessità di migliorare le competenze degli insegnanti e degli studenti in un particolare ambito delle scienze della terra, spesso trascurato nei programmi di studio di molte istituzioni scolastiche.
Il percorso tiene conto inoltre dei suggerimenti e delle istanze poste dalle normative emanate dal MIUR e risponde ai requisiti richiesti per i piani di formazione e aggiornamento degli insegnanti. Può essere svolto individualmente o da gruppi di studenti e/o insegnanti della stessa scuola, oppure come parte di un piano attuato da una rete di scuole. Può inoltre essere attuato per gradi partendo dal MOOC e procedendo verso obiettivi di complessità crescente, secondo quanto descritto più sotto. Per saperne di più sul progetto eKnow:
http://www.smartskillscenter.com/
http://www.smartskillscenter.it/ekn…
http://www.mariorotta.com/knowledge…
Il percorso GeoRisk è così articolato:
  • A. [in rete] un MOOC (Massive Open Online Course), ovvero un percorso di base in inglese con traduzioni in italiano, per un impegno complessivo di 48 ore in autoapprendimento, senza supporto diretto da parte dell’esperto o di un e-tutor; il percorso di base può anche rappresentare un’opzione di didattica CLIL.
Per chi volesse approfondire alcune tematiche e migliorare le proprie conoscenze e competenze in materia, sono inoltre possibili le seguenti opzioni integrative:
  • B. [in rete] una integrazione al MOOC, che consiste in attività ed esercizi di consolidamento delle conoscenze acquisite attraverso il percorso di base: le attività proposte sono supportate da un esperto e da un e-tutor e possono essere svolte sia individualmente che interagendo parzialmente con gli altri partecipanti, per un impegno complessivo di 24 ore;
  • C. [in rete] un percorso di II livello dedicato alla verifica “sul campo” delle conoscenze e delle competenze acquisite attraverso il MOOC: il percorso si basa su un modello detto GLOC, ovvero sulla contestualizzazione delle attività proposte rispetto ad aree o emergenze geolocalizzate e al posizionamento dei partecipanti; le attività geolocalizzate sono supportate da un esperto e da un e-tutor e possono essere svolte sia individualmente che interagendo parzialmente con gli altri partecipanti, per un impegno complessivo di 24 ore; [per saperne di più sui GLOCs: http://www.mariorotta.com/knowledge…]
  • D. [in rete] un percorso di III livello dedicato all’applicazione delle competenze acquisite e alla condivisione dell’esperienza maturata: il percorso consiste in attività collaborative concordate tra l’esperto e gli stessi partecipanti (ad esempio la condivisione di informazioni su un’area sismica), sulla base di un modello metodologico-organizzativo detto PLEC (Progressive Learning Environment for Communities) ovvero sull’avvio e sul consolidamento di una “comunità” di interessi, di pratica o di innovazione; le interazioni collaborative sono supportate da un e-coach (animatore di rete) e da un information broker (mediatore di risorse), per un impegno complessivo di 24 ore.
Salvo eventualità specifiche non sono tendenzialmente previsti incontri in presenza o in modalità sincrona. Nel caso fossero richiesti e risultasse possibile effettuarli il programma formativo potrebbe essere ulteriormente integrato con: E. un incontro preliminare di 4 ore tenuto da Salvatore Soreca, dedicato ai fondamenti del problema: può essere svolto [in presenza] compatibilmente con la situazione logistica, oppure [in rete] in modalità sincrona, attraverso un sistema di videoconferenza; F. un incontro conclusivo di 4 ore, tenuto da Salvatore Soreca, per fare il punto sui problemi affrontati: può essere svolto [in presenza] compatibilmente con la situazione logistica, oppure [in rete] in modalità sincrona, attraverso un sistema di videoconferenza. Al termine del percorso sarà rilasciata a tutti coloro che rientreranno nei parametri minimi di frequenza, partecipazione e superamento una regolare certificazione e la documentazione necessaria per poter rendicontare la spesa sostenuta. Lo schema delle attestazioni che possono essere rilasciate è il seguente:
  • percorso di base (A): 48 ore
  • integrazione del percorso di base con attività specifiche (A+B); 48 + 24 ore
  • integrazione percorso di II livello (C): 24 ore [requisito: aver completato A o A+B]
  • integrazione percorso di III livello (D): 24 ore [requisito: aver completato A o A+B e C]
N.B. Le date degli eventuali incontri in presenza saranno concordate con gli interessati. La durata complessiva delle attività in rete dipende dalle scelte effettuate: si suggerisce in ogni caso un’estensione nel tempo del percorso complessivo non superiore ai 6 mesi, per evitare cadute di motivazione e perdita di efficacia del percorso stesso. Il percorso proposto è ovviamente ripetibile per qualsiasi gruppo di partecipanti.

Verso i GLOCs: un approccio sperimentale alla didattica situata e al pensiero critico

Reading time: 4 – 6 minutes

I GLOCs [Geo Localized Online Courses] sono ambienti di apprendimento aperti basati sul posizionamento geografico dei partecipanti e sul principio della “glocalizzazione”. L’ipotesi di lavoro consiste nello stimolare un approccio esplorativo alla realtà, mediato dalla tecnologia ma prima di tutto basato sulla scoperta effettiva di elementi, tracce e dettagli che appartengono al mondo reale. Metodologicamente, si tratta di forme di didattica outdoor e allo stesso tempo situata, simili ai webquest, in cui, al contrario di quanto accade in certe applicazioni apparentemente analoghe di realtà aumentata, non è la tecnologia che filtra e indirizza la percezione del mondo, ma il mondo in quanto tale che rivela a chi sa osservare ciò che contiene e i possibili percorsi che si possono sviluppare a partire da quella determinata angolazione, da quel punto di vista, da quel determinato luogo.

Il modello metodologico che ne deriva consiste essenzialmente nello sviluppo di percorsi di scoperta parzialmente guidati su un’area territoriale delimitata (tipicamente, una città d’arte, ma si possono considerare anche altre opzioni): il percorso di scoperta è realizzato mettendo in evidenza degli oggetti o dei luoghi, in prossimità dei quali (se si cammina nell’area oggetto del percorso con un dispositivo dotato di GPS) si può accedere a dei contenuti, ovvero ottenere delle informazioni e svolgere specifiche attività didattiche o di approfondimento.

Ecco un esempio sperimentale, disponibile fino al 31 maggio 2015 sul portale di IBIS Multimedia Network: Guardarsi intorno (1, Arezzo)

[in piattaforma: http://www.ibismultimedia.net/moodle/course/view.php?id=16]

Nel caso specifico il percorso consiste nella scoperta di 18 “luoghi” in grado di raccontare la storia della città di Arezzo e, indirettamente, l’evoluzione dell’arte, della scienza, della tecnologia, della letteratura e del pensiero. I criteri adottati per scegliere i 18 luoghi sono quindi in parte legati alle tipicità del contesto storico urbano preso in esame (si evidenziano ad esempio alcuni luoghi imprescindibili, anche se si cerca di osservarli da punti di vista inconsueti), in parte riferibili al bisogno di mostrare anche oggetti meno noti e scontati, solitamente trascurati dalle guide o collocati ai margini delle passeggiate in città.

Lo schema seguito nella realizzazione dei contenuti riferiti a ciascun oggetto o luogo segnalato nel percorso è a sua volta molto rigoroso e tiene conto di almeno tre esigenze primarie: affidare la scoperta del luogo o dell’oggetto segnalato a un breve racconto il cui scopo non è spiegare dettagliatamente che cosa si sta osservando, ma stimolare forme di osservazione critica, curiosità e attenzione ad alcuni dettagli: l’approccio utilizzato richiama, in sostanza, lo storytelling; integrare il racconto con una serie di domande aperte il cui scopo è stimolare riflessioni critiche, anche attraverso tecniche che richiamano il “pensiero laterale”: le domande suggerite possono servire al singolo “viaggiatore” per interrogarsi su ciò che sta osservando in modo da collocarlo meglio rispetto ai contesti in cui può rientrare (contesto storico, urbanistico, visivo…) e agli eventuali gruppi per discutere e condividere impressioni, raccogliere altre informazioni, sviluppare associazioni di idee, sempre a contatto diretto con il luogo o l’oggetto su cui ci si sta interrogando; suggerimenti sul significato e le implicazioni delle domande aperte associate ai vari luoghi sono in ogni caso riportati in questa guida metodologica; mettere a disposizione di chi volesse approfondire alcuni aspetti o tematiche specificamente riferibili al luogo o all’oggetto segnalato alcuni strumenti e risorse, sotto forma di attività da svolgere direttamente in piattaforma: discussioni basate su forum, raccolte di immagini, pagine di diario, conversazioni, lettura di fonti e relativi commenti, confronti tra dettagli, ricerche iconografiche e così via…

Il percorso proposto si può quindi sviluppare in due diverse modalità o livelli:

  • Scoperta dei luoghi e degli oggetti selezionati, lettura del “racconto” associato e confronto o discussione sulla base delle domande critiche relative: in questo caso si può indicativamente calcolare che si possa dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti (al netto delle eventuali necessità logistiche: orari e modalità di accesso, affollamento…)
  • Scoperta, lettura, confronto e svolgimento di una o entrambe le attività di approfondimento collegate al luogo o all’oggetto: in questo caso si può indicativamente calcolare che si debba dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra 1 e 3 ore (a seconda delle attività svolte o del grado di approfondimento di ciascuna di esse…)

 

Sulla base dello stesso modello, si cercherà di avviare la realizzazione di altri percorsi geolocalizzati, dedicati alla ri-scoperta delle città d’arte italiane, alla rilettura dei borghi storici o all’esplorazione di aree territoriali in cui si possano identificare elementi in grado di stimolare il pensiero critico e l’atteggiamento orientato alla soluzione dei problemi.