Teatro della Memoria (2005)

Il teatro della memoria era un espediente mnemotecnico: i saggi del Rinascimento, per recuperare meglio i ricordi e le conoscenze, disegnavano edifici in cui collocavano idealmente icone, immagini e metafore. Questo teatro è la memoria dei viaggi che ho attraversato nel 2005, reali e allo stesso tempo mentali. Ho cominciato a rielaborarne le immagini sovrapponendole le une sulle altre, strato su strato, fino a costruire dei "rotoli", ciascuno dei quali evoca un luogo, frammenti, persone, emozioni. Di ogni viaggio ho stampato un positivo e un negativo, perché nell'uno possano emergere i dettagli che nell'altro annegano sullo sfondo. Poi, ho aggiunto una lunga striscia di frammenti di scritte lasciate da teneri amanti o innamorati delusi, raccolte alle Cinque Terre, lungo la Via dell'Amore, vicino a Riomaggiore. I pannelli possono essere considerati come un unico grande affresco, dove la memoria di ciò che è stato può specchiarsi nell'immagine di ciò che è: perché la memoria può anche perdere di nitidezza, ma ciò che di più profondo evoca e ciò che lascia riaffiorare resterà sempre in noi, come impronte di angeli, come parole ispirate all’eternità. I pannelli potrebbero essere disposti lungo una sequenza verticale o orizzontale, o montati come un polittico. Ma preferisco che ogni immagine racconti la sua storia, come se fosse la pagina di un libro che chiunque può sfogliare e ricomporre come crede, sprofondando nei dettagli o lasciandosi annegare nell’insieme.

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