<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" 
	>
<channel>
	<title>Comments on: La scuola, il futuro e altre ambiguità: lettera aperta alla sinistra che vorrei</title>
	<atom:link href="https://www.mariorotta.com/scritture/?feed=rss2&#038;p=340" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.mariorotta.com/scritture/?p=340</link>
	<description>Pensieri scritture e immagini dagli archivi di Mario Rotta</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Mar 2021 07:31:48 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>By: umberto santucci</title>
		<link>https://www.mariorotta.com/scritture/?p=340&#038;cpage=1#comment-1942</link>
		<dc:creator><![CDATA[umberto santucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 07:16:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mariorotta.com/scritture/?p=340#comment-1942</guid>
		<description><![CDATA[Illuminante la distinzione fra scuola pubblica e statale. Io sarei per la scuola pubblica, con grande valorizzazione dei docenti (alte retribuzioni, importanza data a pubblicazioni e altre attività culturali al di fuori della scuola, formazione continua ai contenuti, alla didattica e alle ICT), abolizione di programmi e libri di testo, destrutturazione delle aule e degli orari a favore della stoà, di gruppi in e outdoor, ecc., e da parte dello stato stabilire linee guida generali e output da ottenere (p. es. da un istituto tecnico deve uscire un meccanico capace di fare.....).
Sulle ICT ovviamente siamo d&#039;accordo. Un mio amico ha fatto un sito per gestire on line la segreteria, ma glielo hanno bloccato perché avrebbero dovuto formare il personale da mettere dietro il sito stesso.
Sulla valutazione degli alunni, trovo ancora funzionale la scala da 1 a 10 con i + e - dei miei tempi. Una innovazione potrebbe essere il voto dato dall&#039;insegnante, da se stessi, dai compagni. In tal modo lo studente potrebbe confrontare la valutazione che si dà da solo e quella che gli danno gli altri (ho applicato questo metodo nel mio corso all&#039;Accademia dell&#039;Aquila, e spesso gli studenti sono più severi di quanto non sarei io). Ovviamente vanno chiariti e concordati i criteri in base ai quali vengono assegnate le numerazioni.
Sulla valutazione dei docenti vale quanto detto sopra: una volta stabiliti output chiari e concreti, se il docente porta tutti gli allievi agli output richiesti, è eccellente, altrimenti è buono o scarso. Al di fuori della scuola, se gli allievi lavorano, si inseriscono bene nella società, hanno successo come persone (non soldi e tv, ma autorealizzazione armonica), eccellono in qualche abilità, gli insegnanti sono stati bravi e possono fregiarsene, nè più nè meno come una società di consulenza fa se un suo cliente ha ottenuto una buona performance.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Illuminante la distinzione fra scuola pubblica e statale. Io sarei per la scuola pubblica, con grande valorizzazione dei docenti (alte retribuzioni, importanza data a pubblicazioni e altre attività culturali al di fuori della scuola, formazione continua ai contenuti, alla didattica e alle ICT), abolizione di programmi e libri di testo, destrutturazione delle aule e degli orari a favore della stoà, di gruppi in e outdoor, ecc., e da parte dello stato stabilire linee guida generali e output da ottenere (p. es. da un istituto tecnico deve uscire un meccanico capace di fare&#8230;..).<br />
Sulle ICT ovviamente siamo d&#8217;accordo. Un mio amico ha fatto un sito per gestire on line la segreteria, ma glielo hanno bloccato perché avrebbero dovuto formare il personale da mettere dietro il sito stesso.<br />
Sulla valutazione degli alunni, trovo ancora funzionale la scala da 1 a 10 con i + e &#8211; dei miei tempi. Una innovazione potrebbe essere il voto dato dall&#8217;insegnante, da se stessi, dai compagni. In tal modo lo studente potrebbe confrontare la valutazione che si dà da solo e quella che gli danno gli altri (ho applicato questo metodo nel mio corso all&#8217;Accademia dell&#8217;Aquila, e spesso gli studenti sono più severi di quanto non sarei io). Ovviamente vanno chiariti e concordati i criteri in base ai quali vengono assegnate le numerazioni.<br />
Sulla valutazione dei docenti vale quanto detto sopra: una volta stabiliti output chiari e concreti, se il docente porta tutti gli allievi agli output richiesti, è eccellente, altrimenti è buono o scarso. Al di fuori della scuola, se gli allievi lavorano, si inseriscono bene nella società, hanno successo come persone (non soldi e tv, ma autorealizzazione armonica), eccellono in qualche abilità, gli insegnanti sono stati bravi e possono fregiarsene, nè più nè meno come una società di consulenza fa se un suo cliente ha ottenuto una buona performance.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Carlo Columba</title>
		<link>https://www.mariorotta.com/scritture/?p=340&#038;cpage=1#comment-1895</link>
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Columba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 21:56:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mariorotta.com/scritture/?p=340#comment-1895</guid>
		<description><![CDATA[M&#039;ero perso questo post!
Nel frattempo, e indipendentemente, avevo scritto sul mio blog: http://www.columba.it/2009/09/22/impossibile-valutare-gli-insegnanti/]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>M&#8217;ero perso questo post!<br />
Nel frattempo, e indipendentemente, avevo scritto sul mio blog: <a href="http://www.columba.it/2009/09/22/impossibile-valutare-gli-insegnanti/" rel="nofollow">http://www.columba.it/2009/09/22/impossibile-valutare-gli-insegnanti/</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Garamond Blog &#187; Blog Archive &#187; La scuola che vogliamo</title>
		<link>https://www.mariorotta.com/scritture/?p=340&#038;cpage=1#comment-1731</link>
		<dc:creator><![CDATA[Garamond Blog &#187; Blog Archive &#187; La scuola che vogliamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 09:56:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mariorotta.com/scritture/?p=340#comment-1731</guid>
		<description><![CDATA[[...] La scuola il futuro e altre ambiguità, di Mario [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] La scuola il futuro e altre ambiguità, di Mario [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Licia Cianfriglia</title>
		<link>https://www.mariorotta.com/scritture/?p=340&#038;cpage=1#comment-1705</link>
		<dc:creator><![CDATA[Licia Cianfriglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 10:00:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mariorotta.com/scritture/?p=340#comment-1705</guid>
		<description><![CDATA[Ciao Mario, 
la tua è una descrizione lucida e dettagliata del cuore di problemi, che sono politici nel senso ampio del termine, ovvero problemi dei quali i decisori hanno il dovere di farsi carico, qualunque sia la loro appartenenza partitica, perché la scuola è di tutti ed è centrale per il futuro del paese, e questo va detto non solo come slogan elettorale, ma dimostrato nei fatti e nell’impegno.
Come sai, sono problemi tutti che mi stanno a cuore e ai quali sto dedicando la mia attività professionale, partendo da una posizione che vuole essere dichiaratamente apartitica, perché ritengo che l’aver fatto della scuola sempre e solo un terreno di scontro tra parti opposte ne ha aggravato i problemi e ha contribuito all’immobilismo.
E allora il mio punto di vista e di lavoro è quello di un professionista che nella scuola opera, che nella scuola crede e che ritiene che sia indispensabile lavorare per il cambiamento, che va costruito tramite un ridisegno normativo, ma che passa poi attraverso l’adeguata formazione dei docenti. 

Ben venga, quindi una legge, come quella di cui si discute attualmente, che è allo stato di proposta e attorno alla quale si è raccolto progressivamente il contributo ed il consenso mediato dei diversi portatori di interessi, che oltre a ridefinire l’assetto organizzativo delle scuole in modo da dare attuazione reale all’autonomia e consentire ai diversi organi di governo l’assunzione di chiare responsabilità, introduca un sistema di valutazione a più livelli, incluso quello dei professionisti che operano nella scuola: dirigenti e docenti. Un sistema di valutazione che avrebbe lo scopo di valorizzare la qualità del lavoro di ciascuno, a partire dai risultati ottenuti sul campo e non solo dal curriculum degli studi e delle esperienze pregresse e dall’anzianità lavorativa. 

Tu osservi che manca, nella discussione, la chiara enunciazione delle modalità attraverso le quali si perverrebbe al giudizio valutativo. La legge ha il compito di introdurre il sistema, i regolamenti attuativi poi ne specificheranno le modalità, e questi sono tutti ancora da costruire: non vorrei che l’intento sia quello di bloccare l’iter della proposta di legge, così da frenare ancora una volta il cambiamento alla radice.
I professionisti della scuola hanno idee al riguardo e discutono di soluzioni attuabili, anzi spetta proprio loro il compito di contribuire alla costruzione del cambiamento: questo è il ruolo di un’associazione professionale e questo è il compito che si assume l’associazione di cui sono vicepresidente presso i decisori politici, indipendentemente dalla parte cui appartengono, perché ai professionisti sta a cuore la scuola. 
Sarebbe troppo lungo qui presentare i dettagli del modello, che è appunto un modello e come tale aperto alla discussione ed è il confronto ciò che promuoviamo continuamente negli incontri con i colleghi.
Per i dettagli rimando ai documenti nell’”Area docenti” del nostro sito (www.anp.it) e ai nostri interventi nei diversi contesti istituzionali, dico però sinteticamente che ciò che proponiamo è un sistema in cui la valutazione sia estesa a tutti, con  sufficienti garanzie nella composizione dei soggetti giudicanti e della loro indipendenza, in modo che i presidi siano messi in condizione di scegliere gli insegnanti e siano poi valutati sui risultati della loro scuola e che per i docenti il merito e l’impegno siano collegati a concrete e vantaggiose condizioni di carriera. 

Sono e siamo convinti che non basterà la legge, ci vuole il coinvolgimento reale della scuola nel cambiamento, e ciò passa attraverso una rinnovata formazione in ingresso e in servizio. Concordo pienamente con quanto dici riguardo dell’innovazione tecnologica e sono allo stesso modo convinta che anche in tal caso essa passi attraverso un’adeguata formazione e selezione di dirigenti e docenti e attraverso una razionalizzazione degli investimenti nell’istruzione.

Insomma la scuola ha bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale. E’ indispensabile iniziare a provare il nuovo, a cominciare dall&#039;avvio dell&#039;autonomia, facendo perno sul principio di responsabilità.

Licia Cianfriglia
Vicepresidente nazionale ANP – Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mario,<br />
la tua è una descrizione lucida e dettagliata del cuore di problemi, che sono politici nel senso ampio del termine, ovvero problemi dei quali i decisori hanno il dovere di farsi carico, qualunque sia la loro appartenenza partitica, perché la scuola è di tutti ed è centrale per il futuro del paese, e questo va detto non solo come slogan elettorale, ma dimostrato nei fatti e nell’impegno.<br />
Come sai, sono problemi tutti che mi stanno a cuore e ai quali sto dedicando la mia attività professionale, partendo da una posizione che vuole essere dichiaratamente apartitica, perché ritengo che l’aver fatto della scuola sempre e solo un terreno di scontro tra parti opposte ne ha aggravato i problemi e ha contribuito all’immobilismo.<br />
E allora il mio punto di vista e di lavoro è quello di un professionista che nella scuola opera, che nella scuola crede e che ritiene che sia indispensabile lavorare per il cambiamento, che va costruito tramite un ridisegno normativo, ma che passa poi attraverso l’adeguata formazione dei docenti. </p>
<p>Ben venga, quindi una legge, come quella di cui si discute attualmente, che è allo stato di proposta e attorno alla quale si è raccolto progressivamente il contributo ed il consenso mediato dei diversi portatori di interessi, che oltre a ridefinire l’assetto organizzativo delle scuole in modo da dare attuazione reale all’autonomia e consentire ai diversi organi di governo l’assunzione di chiare responsabilità, introduca un sistema di valutazione a più livelli, incluso quello dei professionisti che operano nella scuola: dirigenti e docenti. Un sistema di valutazione che avrebbe lo scopo di valorizzare la qualità del lavoro di ciascuno, a partire dai risultati ottenuti sul campo e non solo dal curriculum degli studi e delle esperienze pregresse e dall’anzianità lavorativa. </p>
<p>Tu osservi che manca, nella discussione, la chiara enunciazione delle modalità attraverso le quali si perverrebbe al giudizio valutativo. La legge ha il compito di introdurre il sistema, i regolamenti attuativi poi ne specificheranno le modalità, e questi sono tutti ancora da costruire: non vorrei che l’intento sia quello di bloccare l’iter della proposta di legge, così da frenare ancora una volta il cambiamento alla radice.<br />
I professionisti della scuola hanno idee al riguardo e discutono di soluzioni attuabili, anzi spetta proprio loro il compito di contribuire alla costruzione del cambiamento: questo è il ruolo di un’associazione professionale e questo è il compito che si assume l’associazione di cui sono vicepresidente presso i decisori politici, indipendentemente dalla parte cui appartengono, perché ai professionisti sta a cuore la scuola.<br />
Sarebbe troppo lungo qui presentare i dettagli del modello, che è appunto un modello e come tale aperto alla discussione ed è il confronto ciò che promuoviamo continuamente negli incontri con i colleghi.<br />
Per i dettagli rimando ai documenti nell’”Area docenti” del nostro sito (www.anp.it) e ai nostri interventi nei diversi contesti istituzionali, dico però sinteticamente che ciò che proponiamo è un sistema in cui la valutazione sia estesa a tutti, con  sufficienti garanzie nella composizione dei soggetti giudicanti e della loro indipendenza, in modo che i presidi siano messi in condizione di scegliere gli insegnanti e siano poi valutati sui risultati della loro scuola e che per i docenti il merito e l’impegno siano collegati a concrete e vantaggiose condizioni di carriera. </p>
<p>Sono e siamo convinti che non basterà la legge, ci vuole il coinvolgimento reale della scuola nel cambiamento, e ciò passa attraverso una rinnovata formazione in ingresso e in servizio. Concordo pienamente con quanto dici riguardo dell’innovazione tecnologica e sono allo stesso modo convinta che anche in tal caso essa passi attraverso un’adeguata formazione e selezione di dirigenti e docenti e attraverso una razionalizzazione degli investimenti nell’istruzione.</p>
<p>Insomma la scuola ha bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale. E’ indispensabile iniziare a provare il nuovo, a cominciare dall&#8217;avvio dell&#8217;autonomia, facendo perno sul principio di responsabilità.</p>
<p>Licia Cianfriglia<br />
Vicepresidente nazionale ANP – Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Agostino Quadrino</title>
		<link>https://www.mariorotta.com/scritture/?p=340&#038;cpage=1#comment-1704</link>
		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quadrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 09:46:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mariorotta.com/scritture/?p=340#comment-1704</guid>
		<description><![CDATA[Condivido parola per parola quello che hai scritto Mario. Siamo in effetti incastrati fra una finta innovazione (destra) e una ottusa conservazione (sinistra), con il solo risultato che il sistema educativo resta l&#039;immobile specchio di una società bloccata, chiusa e degradata. Come dicevamo insieme tempo fa, ci troviamo in mezzo al surreale contrasto fra conservatori e reazionari, e per noi che crediamo nell&#039;innovazione sono tempi duri, molto duri...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido parola per parola quello che hai scritto Mario. Siamo in effetti incastrati fra una finta innovazione (destra) e una ottusa conservazione (sinistra), con il solo risultato che il sistema educativo resta l&#8217;immobile specchio di una società bloccata, chiusa e degradata. Come dicevamo insieme tempo fa, ci troviamo in mezzo al surreale contrasto fra conservatori e reazionari, e per noi che crediamo nell&#8217;innovazione sono tempi duri, molto duri&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
