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	<title>mrxBlog &#187; energie alternative</title>
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	<description>Pensieri scritture e immagini dagli archivi di Mario Rotta</description>
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		<title>Una questione di priorità</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 08:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mario Rotta]]></dc:creator>
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<p>Non capisco (o forse non voglio capire) perché si continua a porre la questione del referendum sulla possibilità di effettuare trivellazioni in mare del 17 aprile 2016 in termini che sono molto lontani dalla realtà e dalla consistenza della scelta che i cittadini saranno chiamati ad effettuare. C&#8217;è chi punta sul ragionamento economico per sostenere le ragioni del no: se si bloccano le trivellazioni si perdono posti di lavoro, si perde l&#8217;opportunità di diventare indipendenti sul piano energetico e via discorrendo su argomenti che sarebbe abbastanza facile smentire, così come avvalorare (in assenza di dati certi). C&#8217;è invece chi ne fa una questione politica, ma non nel senso nobile, etimologico della parola: nel senso che si dovrebbe votare sì non per rispondere al quesito in quanto tale, ma per mettere in difficoltà il governo, in nome e per conto di un concetto di &#8220;opposizione&#8221; che sotto certi aspetti appare fine a se stesso e i cui enunciati sarebbe altrettanto facile sia smentire (in assenza di dati certi) che avvalorare (in presenza di dati incerti). C&#8217;è infine chi ne fa più semplicemente una specie di questione di opportunità: tanto il referendum non serve a niente, si buttano via dei soldi e via aggiungendo argomentazioni che nessuno è in grado di smentire o avvalorare (in assenza di dati, in generale). In fondo, sono le tre anime del nostro paese: realismo a tutti i costi (e al confine tra l&#8217;interesse e l&#8217;opportunismo), idealismo mascherato (con sfumature che vanno dalla retorica antagonista alla  ricerca del facile consenso), menefreghismo di comodo (e ammantato di fatalismo). Il tutto per non dire e non far sapere nulla di importante&#8230;</p>
<p>Il problema, in realtà, è più semplice di quello che sembra e più complesso di quello che si vorrebbe far sembrare: è un dilemma etico. Riguarda una priorità che dovremmo condividere: quella ambientale. Una priorità che non è né di destra né di sinistra, che non può essere ponderata in termini economici né accettata temporaneamente in chiave pseudo-moralistica o pseudo-ideologica, né, tanto meno, ignorata per superficialità. L&#8217;ambiente naturale è uno e uno solo, è l&#8217;ecosistema in cui tutti viviamo ed è estremamente fragile. E il mare nè è una componente essenziale: lo stiamo già sfruttando oltre i limiti che può sopportare (per quanto forte sia la sua capacità di rigenerarsi e rinnovarsi) e molti dati (in questo caso certi) ci aiutano a capire che abbiamo raggiunto già una soglia di impatto oltre la quale non possiamo e non dobbiamo assolutamente andare e che anzi dovrebbe spingerci a cercare soluzioni alternative e a elaborare strategie innovative per fare, se possibile, qualche concreto passo indietro. Trivellare i fondali vicino alle coste per cercare gas o petrolio non rientra sicuramente tra le attività compatibili con la necessità etica di tutelare l&#8217;ambiente marino (in quanto elemento essenziale della tutela ambientale nel suo complesso). Per rendersene conto, anche volendo mettere momentaneametne in secondo piano le tante evidenze critiche raccontate e documentate da <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/#tab=5" target="_blank"><strong>Greenpeace</strong></a>, basterebbe leggere e interpretare senza pregiudizi le analisi, i rapporti, gli studi prodotti perfino da soggetti che non si possono definire di parte: dalle<strong> <a href="http://www.minambiente.it/pagina/statistiche-ambientali" target="_blank">statistiche ambientali del Ministero dell&#8217;Ambiente</a></strong> ai rilevamenti effettuati da <a href="http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/statoambiente/tematiche2011/05_%20Mare_e_ambiente_costiero_2011.pdf" target="_blank"><strong>ISPRA</strong></a> sugli ambienti costieri italiani, fino a vari studi prodotti da <a href="http://www.enea.it/it/Ricerca_sviluppo/documenti/ricerca-di-sistema-elettrico/correnti-marine/rds-72.pdf" target="_blank"><strong>ENEA</strong></a> proprio sulle tecnologie alternative alle trivellazioni. Il mare è in pericolo; e dovrebbe essere una delle nostre più vere priorità. Per quanto mi riguarda, andrò a votare sì per difenderlo. E lo farò semplicemente perché so che stiamo parlando di qualcosa che appartiene a tutti. Anche a quella persona che sulla sua piccola barca sta assaporando un momento di equilibrio nella luce riflessa da acque ancora (e per fortuna) incontaminate&#8230;</p>
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