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	<title>mrxBlog &#187; Ginzburg</title>
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	<description>Pensieri scritture e immagini dagli archivi di Mario Rotta</description>
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		<title>150 anni di solitudine</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 09:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mario Rotta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Caro Diario]]></category>
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		<description><![CDATA[Vorrei scrivere qualcosa sull&#8217;imminente ricorrenza della nascita dell&#8217;Italia. Così, mi sono messo a cercare nella letteratura qualche frase che potesse esprimere sinteticamente e in modo impeccabile quello che penso sulla vicenda storica e sullo stato attuale del nostro paese, dopo un secolo e mezzo di unità (anche se unità è una parola grossa, equivoca e ...<a class="post-readmore" href="https://www.mariorotta.com/scritture/?p=749">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei scrivere qualcosa sull&#8217;imminente ricorrenza della nascita dell&#8217;Italia. Così, mi sono messo a cercare nella letteratura qualche frase che potesse esprimere sinteticamente e in modo impeccabile quello che penso sulla vicenda storica e sullo stato attuale del nostro paese,  dopo un secolo e mezzo di unità (anche se unità è una parola grossa, equivoca e  desueta). Ho trovato delle perle di alcuni grandi intellettuali italiani, scelti non a caso, di epoche e connotazione diverse, che   esprimono perfettamente &#8211; anche se in modo frammentario &#8211; ciò che avrei voluto esprimere. Che altro posso fare? Lascio a loro la parola, anzi, le parole, intrecciandole come in un florilegio nella loro apparente conflittualità. Raccontano, in breve, di questi 150 anni di solitudine&#8230;</p>
<p><em>Tutto quello che m&#8217;è avvenuto di scrivere, e probabilmente tutto quello  che ancora scriverò, benché io abbia viaggiato e vissuto a lungo  all&#8217;estero, si riferisce unicamente a quella parte della contrada che  con lo sguardo si poteva abbracciare dalla casa in cui nacqui. È una  contrada, come il resto d&#8217;Abruzzo,  povera di storia civile, e di formazione quasi interamente cristiana e  medievale. Non ha monumenti degni di nota che chiese e conventi. Per  molti secoli non ha avuto altri figli illustri che santi e scalpellini.  La condizione dell&#8217;esistenza umana vi è sempre stata particolarmente  penosa; il dolore vi è sempre stato considerato come la prima delle  fatalità naturali; e la Croce,  in tal senso, accolta e onorata. Agli spiriti vivi le forme più  accessibili di ribellione al destino sono sempre state, nella nostra  terra, il francescanesimo e l&#8217;anarchia. Presso i più sofferenti, sotto  la cenere dello scetticismo, non s&#8217;è mai spenta l&#8217;antica speranza del  Regno, l&#8217;antica attesa della carità che sostituisca la legge, l&#8217;antico  sogno di Gioacchino da Fiore, degli Spirituali, dei Celestini.</em> [Ignazio Silone]</p>
<p><em>Il popolo italiano ama i suoi Santi e i suoi eroi in un modo molto  particolare. Ai suoi occhi un Santo e un eroe sono la stessa cosa. Non  vi è per lui nessuna differenza fra San Francesco d&#8217;Assisi e Garibaldi. […] Esso ama San Francesco per la sua povertà e la sua umiltà, per i  suoi piedi nudi e la sua barbetta piena di fili d&#8217;erba come i nidi degli  uccelli, ed ama San Bernardino da Siena per la sua eloquenza semplice  ed affettuosa, per le sue parole dialettali, […] Esso ama San Rocco  perché non temeva di toccare con le sue mani bianche gli orrendi bubboni  neri degli appestati, e ama Garibaldi perché era bello, biondo, vestiva  una camicia rossa e, sui campi di battaglia guidava a cavallo, un  cavallo tutto bianco, le sue schiere di giovani biondi, belli, buoni,  vestiti di camicie rosse.</em> [Curzio Malaparte]</p>
<p><em>Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo,  questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e  pacifica, che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il  momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in  montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a  certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti  che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che  spuntano lo stesso giorno, come certe piante subacquee che in tutti i  laghi di una regione alpina affiorano nello stesso giorno alla  superficie per guardare il cielo primaverile, come le rondini di un  continente che lo stesso giorno s&#8217;accorgono che è giunta l&#8217;ora di  mettersi in viaggio. Era giunta l&#8217;ora di resistere; era giunta l&#8217;ora di  essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.</em> [Pietro Calamandrei]</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Si chiamava Libertà.  Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che  incontrava. Le risposte che ebbe furono di questo genere: «Fatevi i  fatti vostri. – Non te ne incaricare. – Impicciati per te. – Lascia  perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l&#8217;ha ordinato il medico? – Ti pagano  per questo? – Sei stanca di campare? – Ti puzza di vivere? – Attacca  l&#8217;asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere  nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il  santo. – L&#8217;oro non si macchia. – Sta&#8217; coi frati e zappa l&#8217;orto». Libertà disse: «Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me».  Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava. Ai  giornalisti che l&#8217;assediavano per conoscere i motivi della sua  decisione rispose in modo alquanto enigmatico. Disse sorridendo: «La  libertà va tenuta in continua riparazione».</em> [Ennio Flaiano, La solitudine del satiro]</p>
<p><em>L&#8217;Italia  è un paese pronto a piegarsi ai peggiori  governi. È un  paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese  dove regna il  disordine, il cinismo, l&#8217;incompetenza, la confusione. E  tuttavia, per  le strade, si sente circolare l&#8217;intelligenza, come un  vivido sangue. È  un&#8217;intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla.  Essa non è spesa  a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare  di un poco la  condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola,  se pure si  tratta d&#8217;un ingannevole, e forse insensato, conforto.</em> [Natalia Ginzburg, Le piccole virtù]</p>
<p><em>La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo  italiano. Intorno c&#8217;è silenzio e deserto: il qualunquismo, la  degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche,  papaline.</em> [Pier Paolo Pasolini]</p>
<p><em>Roma è in decadenza da sempre, o quasi:          sono quasi duemila anni che vive nel ricordo e nel rimpianto del suo          passato. Però, fino alla presa di possesso da parte della borghesia          capitalista, Roma ha saputo decadere con dignità e perfino con stile.          Non conosco una città che sappia peggiorare meglio di Roma.</em> [Giulio Carlo Argan]</p>
<p><em>Non è per contraddire Barack Obama, ma &#8220;il Paese dove tutto è possibile&#8221; non sono gli Usa. È l&#8217;Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l&#8217;elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il leader di un altro partito di governo abbia definito &#8220;bingo bongo&#8221; gli africani. È possibile che un altro autorevole leader di quel partito abbia definito &#8220;culattoni&#8221; gli omosessuali. È possibile che un sindaco del Nord inviti a trattare gli immigrati come &#8220;leprotti&#8221;, a fucilate. È possibile che Marcello Dell&#8217;Utri (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è  possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché  abbassano il morale della Nazione. È possibile che il premier,  proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale  inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai  suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso  premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una  trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione  punitiva di squadristi. È possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo  delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di  queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile.  Così possibile che si è già avverato.</em> [Michele Serra]</p>
<p>Nel frattempo, in questo paese strano, complesso e meraviglioso dove tutto è (almeno apparentemente) possibile, accade che nella civilissima Bologna un bambino di 20 giorni muoia di freddo e di stenti. Quasi a ricordarci che tutto è fragile, che la civiltà &#8211; in quanto forma sociale in precario equilibrio tra l&#8217;etica e la politica &#8211; è illusoria e delicata, e va conquistata, difesa, mantenuta in vita con coraggio e caparbietà. Prima che qualcuno approfitti ulteriormente della debolezza a cui tutti noi l&#8217;abbiamo condannata.</p>
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