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Riflessioni e ricerche sulla cultura digitale e altro a cura di Mario Rotta


Scrivere con creatività in FaD

Reading time: < 1 minute Scrivere con creatività in FaD. Modelli ed esperienze dal progetto di formazione in rete Giunti Scuola, [con Linda Giannini, Bruno Nati e Eeva-Liisa Pettinari], Convegno Sie-l, Genova, 2004. Pubblicato anche in “JeL-Ks”

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Link all’articolo pubblicato su Je-LKS

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Essere o non essere in rete? Ipotesi per un “galateo” online

Reading time: 4 – 6 minutes

Essere in rete. Non se ne può fare a meno, e poi sembra così facile! In realtà sta diventando più un problema che un’opportunità. Perché? Non sto parlando del navigare nel Web: in quel caso i problemi sono altri, la cattiva progettazione o impaginazione dei siti ad esempio; problemi non banali, ma che tutto sommato non vincolano le nostre scelte, possiamo pur sempre navigare altrove, o chiudere il browser. No. Non è quello il problema. Il fatto è che essere in rete significa soprattutto comunicare: inviare e ricevere messaggi di posta elettronica, leggere gli interventi in un forum e intervenire a nostra volta, aggiornare il nostro blog, ovvero il nostro diario online. Un insieme di potenzialità che gli studiosi del fenomeno da un lato, la nostra stessa esperienza diretta dall’altro non si stancano di definire straordinarie: pensiamo solo alla possibilità di lavorare insieme ad altri colleghi senza vincoli di spazio e di tempo, per non parlare della velocità e della relativa affidabilità della comunicazione e della riusabilità di tutto ciò che leggiamo e scriviamo. Eppure… eppure qualcosa non funziona più. Pensiamo alla posta elettronica. Molti hanno scoperto l’essenza della rete grazie alla posta elettronica. Ma adesso quanti messaggi ricevete ogni giorno? 100? 200? E quanti di questi messaggi vi interessano? Quanti sono solo volantini pubblicitari tanto inutili quanto fastidiosi? Pensiamo ai forum, ai blog e a tutti quegli strumenti e quegli spazi che oggi aiutano le cosiddette comunità virtuali a prendere forma e a svilupparsi. C’è ancora qualcuno che riesce a leggere tutti gli interventi, anche immaginando una comunità di medie dimensioni? Se qualcuno affermasse di farlo, personalmente non ci crederei. Questo significa che la comunicazione in rete sta diventando ridondante, sovraccarica, e di conseguenza dispersiva, al punto che tra poco non sapremo più distinguere i messaggi inutili da quelli utilizzabili e forse torneremo a leggere e scrivere solo tra amici, come ai tempi della carta, della penna e dei francobolli. Per sopravvivere si parla da sempre della cosiddetta netiquette, l’etichetta, il galateo della rete, regole semplici e tacitamente condivise, ad esempio, tra i componenti di una comunità, per garantire una comunicazione più efficace: consigli tipo non aggreditevi, evitate di eccedere, cercate di non generare equivoci e se possibile usate le faccine o emoticons, come :) . Ma non possono bastare le regole e i consigli, una società aperta, in cui la comunicazione gioca un ruolo essenziale nello sviluppo delle relazioni tra le persone, nella diffusione delle informazioni e nella costruzione delle conoscenze, dovrebbe essere in grado di elaborare altre strategie. Il limite di qualsiasi netiquette è nella sua natura di codice: per quanto essenziali si tratta pur sempre di regole, che da un lato presuppongono che i significati siano condivisi (provate a chiudere un messaggio indirizzato a 10 amici con la faccina ;-* e vediamo quanti sono quelli che capiscono…), dall’altro sono spesso vissute come costrizioni più che come garanzia, tanto che c’è ormai chi si diverte a violare la netiquette, magari per snobismo, come chi prende in giro certi atteggiamenti politically correct che in fin dei conti sono davvero più formali che sostanziali. Più che di un galateo la rete ha bisogno di una nuova ecologia: la comunicazione online non può essere costretta all’interno di schemi, né si può arrivare alla tolleranza zero nei confronti di chi, magari inavvertitamente e in buona fede, rimette in circolazione via e-mail l’ultima storia pietosa che parla di qualche bambino malato e mai esistito. Va piuttosto “mantenuta” pulita da tutti coloro che ne usufruiscono: bisogna cioè passare dal concetto di netiquette, ancorché valido in un momento di crescita incontrollata, al concetto di “rispetto per l’ambiente”. Come? Ad esempio cominciando sistematicamente a prevedere corsi di Web Reading e Web Writing per tutti coloro che operano professionalmente sul Web, dai tutor per l’e-learning a chi aggiorna siti e newsletter pubbliche e private, fino ai moderatori dei gruppi di discussione e ai formatori che si riuniscono in comunità professionali online. Oppure selezionando accuratamente gli strumenti di interazione da utilizzare in base alla chiarezza dell’interfaccia e alla flessibilità nella gestione della struttura della comunicazione: insomma, anziché aspettare (invano…) che tutti i partecipanti ad un forum imparino a postare il loro reply nel thread giusto, stiano attenti a cosa scrivono nel subject ed evitino di inserire nel corpo di un messaggio l’intero messaggio precedente solo per aggiungere “sono d’accordo anch’io”, diamo piuttosto ai moderatori la possibilità di spostare, etichettare e ripulire facilmente l’insieme dei messaggi. Sperando che a poco a poco, vivendo in un ambiente curato e integro, tutti imparino a rispettarlo, cogliendone l’essenza, la sobrietà, e allo stesso tempo sentendosi ancora più liberi di dialogare. Già, poi resta il problema di come difendersi dai tanti messaggi indesiderati, dalla pubblicità, dai mitomani, dai furbi che spacciano medicinali e consigli sui come diventare miliardari, dai logorroici e da quanti, direbbe un insigne storico, sanno leggere ma non sanno cosa scrivono o sanno scrivere ma non si rendono conto di cosa dicono. Ci aiuteranno i filtri software, il nostro buonsenso e soprattutto la nostra pazienza: del resto certi personaggi non popolano solo gli spazi di Internet, ma anche le strade, le scuole e perfino le università. Diciamo solo che in certi casi, a volte, è meglio non essere in rete.

Risorse in Internet:
Giancarlo Livraghi, l’umanità dell’Internet: http://www.gandalf.it/uman/42.htm
Leopoldo Saggin, Netiquette, il galateo di Internet: http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/netiq.html
Disney Cybernetiquette: http://www.disney.it/CyberNetiquette/indexit.html
Netiquette Quiz : http://www.albion.com/netiquette/index.html