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Riflessioni e ricerche sulla cultura digitale e altro a cura di Mario Rotta


Didattica e creatività: la Bauhaus dei bambini

Reading time: < 1 minute

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Segnalo un bel libro di Alma Tigre, Annika De Tullio e Bepi Petino. Parla del rapporto tra la didattica e la creatività a scuola, partendo da un modello ispirato alla Bauhaus. Un tema molto attuale, affrontato peraltro in modo pragmatico, concreto, effettivamente creativo. Gli autori mi hanno chiesto di scriverne la prefazione, cosa che ho fatto più che volentieri. Eccola…

Kinderbauhaus: prefazione di Mario Rotta

Tigre A., De Tullio A. & Petino G.B. (2017). Kinderbauhaus. Didattica per la creatività. Bari, Mario Adda Editore.

Un percorso formativo online sul Rischio Sismico e Vulcanico in Italia

Reading time: 5 – 8 minutes

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eKnow propone alle scuole e a tutti i cittadini interessati GeoRisk, un percorso di sensibilizzazione e di formazione sul Rischio Sismico e Vulcanico in Italia. Il percorso è uno dei finalisti del concorso Talent Italy, dedicato alla progettazione di MOOCs innovativi, ed è stato realizzato da Salvatore Soreca (geologo e docente/esperto), Maria Marino (e-tutor) e Mario Rotta (progettista ed esperto di e-learning). Il percorso proposto tiene conto:
  • del bisogno di sensibilizzare insegnanti e studenti su un problema che riguarda la quasi totalità del nostro paese e su cui c’è ancora carenza di informazione;
  • della necessità di acquisire gli strumenti adeguati per poter valutare il Rischio Sismico e Vulcanico;
  • della necessità di migliorare le competenze degli insegnanti e degli studenti in un particolare ambito delle scienze della terra, spesso trascurato nei programmi di studio di molte istituzioni scolastiche.
Il percorso tiene conto inoltre dei suggerimenti e delle istanze poste dalle normative emanate dal MIUR e risponde ai requisiti richiesti per i piani di formazione e aggiornamento degli insegnanti. Può essere svolto individualmente o da gruppi di studenti e/o insegnanti della stessa scuola, oppure come parte di un piano attuato da una rete di scuole. Può inoltre essere attuato per gradi partendo dal MOOC e procedendo verso obiettivi di complessità crescente, secondo quanto descritto più sotto. Per saperne di più sul progetto eKnow:
http://www.smartskillscenter.com/
http://www.smartskillscenter.it/ekn…
http://www.mariorotta.com/knowledge…
Il percorso GeoRisk è così articolato:
  • A. [in rete] un MOOC (Massive Open Online Course), ovvero un percorso di base in inglese con traduzioni in italiano, per un impegno complessivo di 48 ore in autoapprendimento, senza supporto diretto da parte dell’esperto o di un e-tutor; il percorso di base può anche rappresentare un’opzione di didattica CLIL.
Per chi volesse approfondire alcune tematiche e migliorare le proprie conoscenze e competenze in materia, sono inoltre possibili le seguenti opzioni integrative:
  • B. [in rete] una integrazione al MOOC, che consiste in attività ed esercizi di consolidamento delle conoscenze acquisite attraverso il percorso di base: le attività proposte sono supportate da un esperto e da un e-tutor e possono essere svolte sia individualmente che interagendo parzialmente con gli altri partecipanti, per un impegno complessivo di 24 ore;
  • C. [in rete] un percorso di II livello dedicato alla verifica “sul campo” delle conoscenze e delle competenze acquisite attraverso il MOOC: il percorso si basa su un modello detto GLOC, ovvero sulla contestualizzazione delle attività proposte rispetto ad aree o emergenze geolocalizzate e al posizionamento dei partecipanti; le attività geolocalizzate sono supportate da un esperto e da un e-tutor e possono essere svolte sia individualmente che interagendo parzialmente con gli altri partecipanti, per un impegno complessivo di 24 ore; [per saperne di più sui GLOCs: http://www.mariorotta.com/knowledge…]
  • D. [in rete] un percorso di III livello dedicato all’applicazione delle competenze acquisite e alla condivisione dell’esperienza maturata: il percorso consiste in attività collaborative concordate tra l’esperto e gli stessi partecipanti (ad esempio la condivisione di informazioni su un’area sismica), sulla base di un modello metodologico-organizzativo detto PLEC (Progressive Learning Environment for Communities) ovvero sull’avvio e sul consolidamento di una “comunità” di interessi, di pratica o di innovazione; le interazioni collaborative sono supportate da un e-coach (animatore di rete) e da un information broker (mediatore di risorse), per un impegno complessivo di 24 ore.
Salvo eventualità specifiche non sono tendenzialmente previsti incontri in presenza o in modalità sincrona. Nel caso fossero richiesti e risultasse possibile effettuarli il programma formativo potrebbe essere ulteriormente integrato con: E. un incontro preliminare di 4 ore tenuto da Salvatore Soreca, dedicato ai fondamenti del problema: può essere svolto [in presenza] compatibilmente con la situazione logistica, oppure [in rete] in modalità sincrona, attraverso un sistema di videoconferenza; F. un incontro conclusivo di 4 ore, tenuto da Salvatore Soreca, per fare il punto sui problemi affrontati: può essere svolto [in presenza] compatibilmente con la situazione logistica, oppure [in rete] in modalità sincrona, attraverso un sistema di videoconferenza. Al termine del percorso sarà rilasciata a tutti coloro che rientreranno nei parametri minimi di frequenza, partecipazione e superamento una regolare certificazione e la documentazione necessaria per poter rendicontare la spesa sostenuta. Lo schema delle attestazioni che possono essere rilasciate è il seguente:
  • percorso di base (A): 48 ore
  • integrazione del percorso di base con attività specifiche (A+B); 48 + 24 ore
  • integrazione percorso di II livello (C): 24 ore [requisito: aver completato A o A+B]
  • integrazione percorso di III livello (D): 24 ore [requisito: aver completato A o A+B e C]
N.B. Le date degli eventuali incontri in presenza saranno concordate con gli interessati. La durata complessiva delle attività in rete dipende dalle scelte effettuate: si suggerisce in ogni caso un’estensione nel tempo del percorso complessivo non superiore ai 6 mesi, per evitare cadute di motivazione e perdita di efficacia del percorso stesso. Il percorso proposto è ovviamente ripetibile per qualsiasi gruppo di partecipanti.

La rete e la corazzata Potemkin

Reading time: 3 – 5 minutes

Ed ecco che ancora una volta mi hanno “derubato” del mio profilo Instagram e delle relative immagini. Nel senso che ora le mie immagini risulteranno associate a qualche profilo dal nome improbabile e dalla ancor più improbabile sensibilità visiva (a proposito, se lo scoprite segnalatelo subito come improprio). Ci sono riusciti 2 volte su una decina di tentativi che ero riuscito a bloccare. Ma è diffiicle e soprattutto oneroso passare le giornate a difendere la propria privacy, a fare cioè quello che dovrebbe fare il social medium in questione. Ma in fondo, ai social, cosa importa? Basta che ci sia traffico, cioè dati che passano per la rete, non importa a nome di chi o di che cosa si tratta.

Ora ho un nuovo profilo (mariorotta) e risulta che non ho condiviso nessuna immagine (nei due profili trafugati ne avevo accumulate quasi 2000, usavo Instagram come una sorta di diario visivo immediato, che poi è questo l’uso più coerente di Instagram). Così ho deciso che condividerò poco o niente: mi prenderò una socialpausa, ovvero non mi presterò al gioco perverso del tutto quanto fa traffico. Magari sceglierò una sola immagine al giorno, e la sceglierò con cura, ragionando sulla qualità, sui significati. Che è quello che si dovrebbe sempre fare, se si crede non tanto nei generici socialtutto ma nel principio della condivisione della conoscenza che a suo tempo identificavamo con la rete, prima che la rete diventasse quella inutile palude che ormai è diventata: una discarica dove si socializzano le apparenze, uno strumento di navigazione nel nulla che, come un celebre battello cinematografico, potremmo e dovremmo finalmente etichettare come “una boiata pazzesca”.

Con la differenza che almeno la corazzata Potemkin, quella vera, ammetteva l’ammutinamento, il cambio di ruolo, una gamma di possibilità legate al libero arbitrio degli uomini, alla loro capacità di distingue tra ciò che è bene e ciò che è male o almeno tra ciò che è opportuno e ciò che non lo è. Mentre i socialtutto non accettano altre logiche se non quella del profitto ad ogni costo legato al traffico di qualsiasi genere, compreso quello delle bufale (e altri animali), quello della futilità (detta anche fuffa) e perfino quelli del dolore e della paura; che in questo momento, anzi, attirano inserzionisti come mosche sul parabrezza.

Eppure basterebbe poco: basterebbe ad esempio che i social guidassero gli utenti alla definizione, al mantenimento e alla modifica dei protocolli legati alla privacy e alla sicurezza nello stesso modo semplice e intuitivo con cui li guidano e li spingono a condividere stronzate. La privacy e la sicurezza in un click, così come in un click possiamo dire cosa pensiamo, dove ci troviamo, cosa facciamo e altre amenità che spesso e volentieri non interessano a nessuno. La scelta della privacy e della sicurezza, insomma, come valori primari ed evidenti, anziché come risultato di un lungo, noioso e contorto percorso dove attraverso interfacce tetre e tristi dobbiamo indicare numero di telefono (potenzialmente rivendibili ai call center), colore degli occhi, nomi degli amici e dei parenti, cosa abbiamo fatto e dove eravamo la sera di capodanno, cosa c’è scritto esattamente nel captcha che appare in piccolo in fondo a destra cioè nella stessa posizione del bagno nei ristoranti. Confermando poi il tutto con il codice che arriverà via SMS e così via. Salvo constatare, dopo essersi rotti le scatole per un’oretta abbondante, che il giorno dopo il tuo account non c’è più, o si chiama kimberly609060, o è stato oscurato dai separatisti curdi (mi è capitato anche quello), o è finito nella fuffa generale come un pizzico di pepe in un minestrone cucinato da un master chef (si fa per dire…) a cui in una cucina vera non affiderebbero neanche lo schiacciapatate.

Sarà anche una boiata, ma a volte vorrei averla una corazzata Potemkin. Digitale, ovviamente, capace di navigare in rete. Per poter rivolgere i suoi cannoni dove dico io…

8 aprile 2016: le onde del cambiamento

Reading time: 6 – 9 minutes

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Dopo il workshop che si è tenuto a Fiastra, nelle Marche, l’11 marzo 2016, Smart Skills Center e Laboratorio Formazione organizzano un nuovo evento dedicato alle prospettive dell’innovazione nel mondo della scuola e della didattica. Il convegno si concentrerà su Le Onde del Cambiamento: strategie didattiche e innovazione organizzativa nella scuola digitale e si terrà a Milano, presso l’Auditorium del Centro Scolastico di via Natta l’8 aprile 2016.

Le domande essenziali a cui a Milano si cercherà di dare alcune risposte riguarderanno prima di tutto gli effetti dell’innovazione metodologica, organizzativa e tecnologica sulla scuola nel suo complesso: bisogna capire se e come alcune forme di innovazione possono effettivamente produrre delle ricadute in grado di innescare processi di cambiamento in senso positivo. Si cercherà poi di fare il punto sulla formazione continua degli insegnanti e su quali sono le modalità più efficaci per attuare delle strategie in proposito.

Il convegno sarà articolato in una sessione plenaria che si terrà durante la mattinata e in una serie di aree di confronto su tematiche specifiche a cui si potrà partecipare nel pomeriggio. La sessione plenaria del mattino, coordinata da Mario Rotta, sarà introdotta da Patrizia Appari di Laboratorio Formazione. Sarà poi centrata sul confronto tra 3 “punti di vista” sul tema della formazione degli insegnanti e del cambiamento che questo può introdurre nella scuola e nella didattica. Il punto di vista istituzionale sarà interpretato da Maria Chiara Pettenati di Indire. Il punto di vista delle Università sarà discusso da Paolo Paolini del Master DOL del Politecnico di Milano. Il punto di vista dell’imprenditoria e delle agenzie formative sarà delineato da Anna Delle Foglie di Smart Skills Center. La sessione plenaria sarà poi conclusa da Daniele Barca, dirigente del MIUR e responsabile del Piano Nazionale per la Scuola Digitale.

Nel pomeriggio si formeranno i vari “tavoli” e i relativi gruppi di discussione: i temi affrontati saranno centrati sulle strategie didattiche innovative e sulle relative prospettive. Ogni tavolo sarà animato e coordinato da un esperto, che mostrerà esempi concreti e porrà domande critiche ai partecipanti. Mario Rotta coordinerà la discussione sul tema abbiamo un problema! La didattica problem-based. Eleonora Guglielman gestirà un gruppo sul tema dove, quando e come: ubiquità, autonomia e personalizzazione. Uno spazio sul tema per gioco, ma sul serio: l’approccio ludico alla didattica, sarà coordinato da Vindice Deplano. Aurora di Benedetto animerà il tavolo su la classa asimmetrica: nuove strategie didattiche e nuovi modelli organizzativi. Del tema in altre parole: la didattica CLIL si occuperà il gruppo coordinato da Nuccia Silvana Pirruccello. Stefania Quattrocchi guiderà un gruppo di lavoro sul tema oltre il testo: autoproduzione di materiale didattico, mentre l’area di discussione sul tema so di sapere: valutazione e didattica per competenze sarà coordinata da Patrizia Appari. Ci si ritroverà poi brevemente in plenaria per condividere gli elementi emersi nei gruppi e le domande critiche su cui si potrà continuare a lavorare in rete.

La partecipazione al convegno è aperta a tutti. Basta visualizzare il programma e compilare il modulo di iscrizione sul sito di Laboratorio Formazione o sul sito di Smart Skills Center. Si richiede un contributo di 14 euro per ogni partecipante, anche per poter garantire a tutti i presenti un buffet organizzato dai ragazzi di un Istituto Alberghiero. Nel corso della giornata verrà anche dedicato un breve spazio al concorso di idee Smart Education, un’opportunità per gli insegnanti e le scuole che vogliono realizzare un progetto di e-learning.

Cartoline da Fiastra: le 3 leggi dell’e-learning

Reading time: 2 – 2 minutes

Se ne è parlato all’Abbadia di Fiastra l’11 marzo 2016, durante il workshop Ai confini dell’apprendimento. E se ne parlerà ancora. Sono le 3 leggi dell’e-learning: un omaggio indiretto a Isaac Asimov, ma anche un modo per definire in estrema sintesi quali potrebbero (o dovrebbero) essere le caratteristiche imprescidibili di un ambiente di apprendimento in rete. Eccole:

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La prima legge sancisce il principio che il fondamento di ogni progetto di e-learning consiste nella dimensione metodologico-didattica e nella cura dei contenuti.

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La seconda legge sancisce il principio che in ogni progetto di e-learning va considerata una dimensione organizzativa, che tuttavia non può prevalere su quella metodologico-didattica o sulla cura dei contenuti.

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La terza legge sancisce il principio che in ogni progetto di e-learning va considerata anche una dimensione tecnologica, che tuttavia non può contrastare l’importanza della dimensione organizzativa, né prevalere su quella metodologico-didattica o sulla cura dei contenuti.

I principi di eKnow

Reading time: 2 – 2 minutes

Un video che illustra in breve i principi essenziali del progetto eKnow e alcune delle caratteristiche dei modelli metodologici e organizzativi in corso di sperimentazione. Se ne parlerà tra le altre cose all’Abbadia di Fiastra l’11 marzo 2016, durante il workshop Ai confini dell’apprendimento. La partecipazione ai workshop è aperta a tutti e totalmente gratuita. Basta visualizzare il programma e compilare il modulo di iscrizione. Alle 13, presso la Foresteria dell’Abbadia di Fiastra, sarà offerto un rinfresco. Nel corso della giornata verrà anche presentato il concorso Smart Education, un’opportunità per gli insegnanti e le scuole che vogliono realizzare un progetto di e-learning.

11 marzo 2016: ai confini dell’apprendimento

Reading time: 4 – 6 minutes

Come stanno cambiando i modi di insegnare e di apprendere? Quali opportunità e quali orizzonti si possono esplorare attraverso le tecnologie digitali? Cosa cambia nella formazione dal punto di vista organizzativo? Quali sono le strategie didattiche che possono realmente cambiare la scuola, l’università, la formazione continua? In una parola, cosa c’è ai confini dell’apprendimento?

A queste domande – e a molte altre – si cercherà di dare alcune risposte l’11 marzo prossimo, nella splendida cornice dell’Abbadia di Fiastra, nelle Marche, tra Tolentino e Macerata. A Fiastra si terrà infatti un workshop promosso e organizzato da Smart Skills Center e Laboratorio Formazione, con il patrocinio dall’Università di Macerata. La giornata di confronto è dedicata proprio Ai Confini dell’ApprendimentoE-learning, formazione continua e modelli metodologico-didattici innovativi, e rappresenta prima di tutto un’occasione per capire come funziona e quali possibilità permette di attuare il progetto eKnow, un portale di e-learning dedicato interamente alla formazione di insegnanti e formatori e all’apprendimento permanente, dove, partendo dal quadro di riferimento europeo sulle competenze chiave necessarie ai futuri cittadini dell’unione, si propongono corsi totalmente in rete basati su vari modelli, talora sperimentali: dai MOOCs a corsi supportati da e-tutor professionisti e basati su attività interattive e collaborative, da percorsi brevi centrati sulla soluzione di problemi a percorsi di scoperta georeferenziati, fino a comunità di innovazione gestite da esperti, Coach e Information Broker.

A Fiastra, durante la mattinata del giorno 11 marzo, ci si confronterà prima di tutto sui vari modelli e tipologie di e-learning che il progetto eKnow porta avanti, discutendo attorno a dei tavoli coordinati da alcuni dei collaboratori del progetto (insegnanti e formatori). Nel primo pomeriggio si apriranno alcune “finestre” sul mondo dell’e-learning e su alcune tendenze in atto, con collegamenti in tempo reale da Bruxelles, Londra e il Quebec. Si proseguirà poi con un confronto aperto tra Mario Rotta (esperto di e-learning e responsabile del progetto eKnow) e Beatrice Ligorio (Università di Bari). Il programma è inoltre aperto a qualsiasi altro contributo critico: gli stessi organizzatori cercheranno di animare il confronto sia in presenza che attraverso i social.

Nel corso della giornata verrà anche presentato il concorso Smart Education, un’opportunità per gli insegnanti e le scuole che vogliono realizzare un progetto di e-learning. La partecipazione ai workshop è aperta a tutti e totalmente gratuita. Basta visualizzare il programma e compilare il modulo di iscrizione. Alle 13, presso la Foresteria dell’Abbadia di Fiastra, sarà offerto un rinfresco.

Il progetto eKnow: un ambiente flessibile per la formazione in rete di formatori e insegnanti

Reading time: 4 – 6 minutes

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Il progetto eKnow, promosso da Smart Skills Center e realizzato da IBIS Multimedia Network, grazie a una rete di collaboratori ed esperti coordinati da Mario Rotta, si caratterizza tra le altre cose per almeno due aspetti innovativi e significativi. Il primo è legato al modo in cui in eKnow si interpreta l’e-learning: i corsi sono strutturati su vari modelli metodologici e organizzativi, che “attraversano” l’intera gamma delle possibili esperienze di apprendimento in rete: dai MOOCs (corsi aperti di ultima generazione supportati indirettamente e da seguire in autonomia), a corsi brevi basati sull’approccio problemico e in cui si interagisce con esperti ed e-tutor (li chiamiamo SPOCs), a corsi professionali per insegnanti e formatori basati sulle cosiddette e-tivities e sull’azione di formatori esperti, per arrivare ad ambienti di apprendimento sociale per comunità di interessi e di innovazione animati da un e-coach e un’information broker (li chiamiamo PLECs) o a percorsi di scoperta georeferenziati (detti GLOCs) in cui le attività didattiche programmate diventano accessibili solo in prossimità di luoghi o punti di interesse che questo particolare tipo di tecnologia aiuta a scoprire o riscoprire.

Il secondo aspetto che rende il progetto organico è rappresentato dai criteri in base a cui i corsi vengono programmati, progettati e prodotti. Tutti i “titoli” sono infatti definiti in modo da rappresentare un’opzione completa per la formazione di insegnanti e formatori: anche se ogni corso è autoconsistente infatti, i progettisti curano molto la complementarietà tra i corsi, che possono quindi essere considerati anche come elementi di un percorso più ampio, complesso e personalizzabile. Questo aspetto è rafforzato anche dal fatto che la quasi totalità dei contenuti dei corsi in programmazione rientra nel Quadro di Riferimento Europeo delle Competenze Chiave per l’Apprendimento Permanente (a cui peraltro è dedicato un MOOC introduttivo): questo significa che un insegnante o un formatore possono non solo costruire un percorso di sviluppo professionale, ma possono anche dedicarsi a una specificare area di competenza, che potrà essere affrontata partendo se necessario da corsi introduttivi (MOOCs) per arrivare alle relative comunità di apprendimento, passando attraverso dei corsi brevi o problem solving e dei corsi professionali.

Si possono fare alcuni esempi. Prendiamo in considerazione l’area di competenza che a livello europeo è definita capacità di comunicare in una lingua straniera: su questo “asse” troviamo un MOOC introduttivo di Avvicinamento alla Lingua Inglese, ma anche un corso più specifico sul PBL nella Didattica della Lingua Inglese e un set di corsi professionali sulla Didattica eCLIL. Se invece ci spostiamo sull’asse della competenza digitale possiamo partire da un MOOC sui Principi essenziali di Informatica, per poi procedere con alcuni corsi brevi su competenze digitali specifiche tipo Come rendere più efficace una presentazione multimediale o Come cercare, trovare e selezionare immagini digitali in rete, per arrivare fino ai corsi professionali sul cosiddetto Information Brokering o sulla Knowledge Visualization e concludere il percorso partecipando alle attività di una Community of Thinking sulle Tecnologie Digitali e Strategie di Apprendimento. Insomma, un sistema modulare, flessibile ed elastico (dove non a caso non si parla di piattaforme ma di trampolini), che può crescere anche attraverso le istanze e le necessità degli utenti, nel quadro di un approccio rigoroso e attento alla chiarezza comunicativa, all’efficacia formativa, all’utilizzo di Risorse Educative Aperte e alla coerenza delle procedure di valutazione (curate da Laboratorio Formazione di Milano), oltre che all’apporto di formatori, docenti, esperti ed e-tutor di grande esperienza.

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eKnow: gli orizzonti dell’e-learning

Reading time: 6 – 10 minutes

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Da oggi è attivo eKnow, il portale di e-Learning di Smart Skills Center dedicato alla formazione di insegnanti, formatori e altri operatori didattici. Il progetto, curato da Mario Rotta, propone corsi e ambienti di apprendimento su vari argomenti, con una attenzione particolare al quadro europeo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, alla didattica centrata sui problemi e alle metodologie didattiche innovative e sperimentali, in gran parte progettati, realizzati e gestiti da una rete aperta di esperti, e-tutor, information broker e altri professionisti dell’e-learning.

Il progetto si fonda su un ripensamento complessivo dei modelli metodologici e organizzativi applicabili all’e-learning: l’ipotesi di lavoro iniziale consiste nel partire da un modello ben noto, i MOOCs, per identificare modelli e livelli alternativi e integrativi, caratterizzati di volta in volta da specifici fattori di diversità, solitamente riferiti alle modalità di interazione e alle forme di interattività messe in atto. Sono già disponibili vari MOOCs:

  • MOOC_KC101 Cittadinanza europea e competenze chiave
  • MOOC_INF101 Informatica: i principi essenziali [I]
  • MOOC_EFL101 Avvicinarsi alla lingua inglese [I]
  • MOOC_PBL101 PBL & PBL: la didattica centrata sui problemi
  • MOOC_INF103  Piattaforme e trampolini: introduzione agli ambienti di apprendimeto integrati

 

Ma questo è solo il punto di partenza. Dai MOOCs si passa infatti agli SPOCs, ai PROFs, ai GLOCs e ai PLECs. Fino a coprire una gamma molto ampia di istanze, di contenuti, di dinamiche comunicative.

Gli SPOCs (Small Private Online Courses) sono ambienti di apprendimento per piccoli gruppi interessati alla condivisione di tematiche o esperienze specifiche. Si tratta di micro-esperienze formative, il cui scopo consiste tipicamente nell’incrementare allo stesso tempo l’accuratezza del lavoro di formatori e insegnanti, il coinvolgimento degli studenti e la capacità di confrontarsi su temi e argomenti molto specifici, potenziando l’interattività in senso lato e accettando l’ipotesi che la motivazione e la performance dei partecipanti possano essere sostenute puntando in particolare sull’approccio problemico, su quello ludico e più in generale su una dimensione progettuale supportata da esperti o attraverso forme di collaborazione peer-to-peer e dedicando grande attenzione alla didattica centrata sui problemi. Al momento, tra gli SPOCs attivi si segnalano:

  • KCD101/15 Come rendere più efficace una presentazione multimediale [Rotta]
  • KCD106/15 Cercare le fonti e i riferimenti di un documento [Rotta]
  • SPBL_FIS PBL e didattica della fisica [Giannoli]
  • SPBL_ILS PBL e didattica dell’italiano come L2 [Molinaro]
  • SPBL_LEN PBL e didattica delle lingue: inglese [Pirruccello]
  • SPBL_ART PBL e didattica dell’arte [Rotta]
  • KCIMaC101/15 Imparare a conoscere il paesaggio italiano [Rotta]
  • KCIMaC105/15 Imparare a conoscere meglio la lingua italiana [Palla]
  • KCIMaU102/15 Le applicazioni didattiche del Tablet [Ferranti]
  • KCIMaU104/15 Come funziona e a cosa serve la videocamera digitale [Cesaro]

 

I PROFs (PROfessional Frameworks) sono pacchetti formativi strutturati, dedicati al consolidamento delle competenze dei formatori, con una particolare attenzione a quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito didattico, alla progettazione di soluzioni eLearning e alla gestione delle dinamiche di relazione in rete. Spesso ogni pacchetto rappresenta un modulo all’interno di un percorso più ampio, in grado di rispondere alle esigenze di agenzie o istituzioni che intendono pianificare l’aggiornamento dei propri formatori. Nella variante workshop sono eventi formativi intensivi, dedicati ad abilità pratiche molto specifiche. Sono particolarmente indicati come opzione per consolidare alcune competenze utili ai formatori per poter sfruttare nel migliore dei modi le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e consolidare la propria efficacia didattica. In alcuni casi richiedono dei prerequisiti di partecipazione. I vari pacchetti possono essere combinati insieme per costruire veri e propri percorsi di formazione articolati per formatori professionisti o insegnanti. Al momento tra i PROFs attivi si segnalano in particolare i percrosi professionali e i  workshop prodotti da IBIS Multimedia, tra cui:

  • C-PROF_ET1 ET01 E-TUTOR 1 8H Rotta Fedeli
  • C-PROF_ET2 ET02 E-TUTOR 2 8H Rotta Fedeli
  • C-PROF_ET3 ET03 E-TUTOR 3 8H Rotta Fedeli
  • C-PROF_LK1 LK02 LEARNING & KNOWLEDGE 1 8H Rotta Vicentini
  • C-PROF_LK2 LK02 LEARNING & KNOWLEDGE 2 8H Rotta Vicentini
  • C-PROF_LK3 LK03 LEARNING & KNOWLEDGE 3 8H Rotta Vicentini
  • W-PROF_SD3 SD03 SCRITTURA DIGITALE 3 6H Rotta Cirri
  • W-PROF_SD2 SD02 SCRITTURA DIGITALE 2 6H Rotta Cirri
  • W-PROF_SD1 SD01 SCRITTURA DIGITALE 1 6H Rotta Cirri
  • W-PROF_PBL2 PB02 PROJECT-BASED LEARNING 8H Rotta De Pietri
  • W-PROF_PBL1 PB01 PROBLEM-BASED LEARNING 8H Rotta De Pietri
  • W-PROF_KV3 KV03 KNOWLEDGE VISUALIZATION 3 8H Rotta Cesaro
  • W-PROF_KV2 KV02 KNOWLEDGE VISUALIZATION 2 8H Rotta Cesaro
  • W-PROF_KV1 KV01 KNOWLEDGE VISUALIZATION 1 8H Rotta Cesaro
  • W-PROF_IB1 IB01 INFORMATION BROKERING 1 8H Rotta Accarino
  • W-PROF_IB2 IB02 INFORMATION BROKERING 2 8H Rotta Accarino

 

I GLOCs (Geo-Localized Online Courses) sono ambienti di apprendimento aperti basati sul posizionamento geografico dei partecipanti e sul principio della “glocalizzazione”. L’ipotesi di lavoro consiste nello stimolare un approccio esplorativo alla realtà, mediato dalla tecnologia ma prima di tutto basato sulla scoperta effettiva di elementi, tracce e dettagli che appartengono al mondo reale. Metodologicamente, si tratta di forme di didattica outdoor e allo stesso tempo situata, simili ai webquest, in cui però, al contrario di quanto accade in certe applicazioni apparentemente analoghe di realtà aumentata, non è la tecnologia che filtra e indirizza la percezione del mondo, ma il mondo in quanto tale che rivela a chi sa osservare ciò che contiene e i possibili percorsi che si possono sviluppare a partire da quell’angolazione, da quel punto di vista, da quel determinato luogo. Al momento sui GLOCs si sta procedendo sperimentalmente partendo dal prototipo Guardarsi intorno: Arezzo.

Infine i PLECs (Progressive Learning Environments & Communities) sono un’ipotesi di lavoro fondata sull’applicazione di alcuni modelli adottati per rendere più fluido il ciclo compreso tra l’analisi dei bisogni formativi e la risposta ai bisogni in termini di risorse e supporto. Spesso i dipendenti di studi professionali, imprese e organizzazioni pongono domande specifiche su problemi semplici e circoscritti (perfezionare una procedura, migliorare una performance, imparare a usare uno strumento…), e cercano risposte veloci, convincenti e di immediata ricaduta. Un PLEC potrebbe quindi consistere in un ambiente condiviso su un’area tematica o di competenza, attraverso il quale qualsiasi interessato può porre istanze e ottenere risposte. Un eCoach o un’Information Broker risponderanno alle istanze emergenti attuando due strategie complementari: a) assegnare alla comunità degli utenti compiti via via più complessi sotto forma di attività mirate; b) segnalare alla comunità degli utenti una o più risorse selezionate tra quelle pertinenti alle istanze avanzate dalla stessa comunità. Tra i PLECs attivi o in fase di allestimento si segnalano:

  • SNA102 Dinamiche di interazione in rete [eCoach: Guglielman][IB: Rosati]
  • TED104 Digital Storytelling [eCoach: Somma][IB: Cesaro]
  • PMA101 Project Management [eCoach: Scimeca][IB: Billi]
  • TED101 Tecnologie digitali e strategie didattiche [eCoach: Rotta][IB: Guglielman]

 

Agli iscritti ai corsi, a conclusione del percorso formativo, verrà rilasciato da parte di Laboratorio Formazione, ente partner del progetto eKnow e qualificato per la formazione del personale della scuola presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, un attestato di partecipazione ai sensi delle DM 177/2000 e DM 90/2003 che certifica le ore di svolgimento del corso e i crediti formativi acquisiti.

Per ulteriori informazioni si può contattare: info@smartskillscenter.it.

Verso i GLOCs: un approccio sperimentale alla didattica situata e al pensiero critico

Reading time: 4 – 6 minutes

I GLOCs [Geo Localized Online Courses] sono ambienti di apprendimento aperti basati sul posizionamento geografico dei partecipanti e sul principio della “glocalizzazione”. L’ipotesi di lavoro consiste nello stimolare un approccio esplorativo alla realtà, mediato dalla tecnologia ma prima di tutto basato sulla scoperta effettiva di elementi, tracce e dettagli che appartengono al mondo reale. Metodologicamente, si tratta di forme di didattica outdoor e allo stesso tempo situata, simili ai webquest, in cui, al contrario di quanto accade in certe applicazioni apparentemente analoghe di realtà aumentata, non è la tecnologia che filtra e indirizza la percezione del mondo, ma il mondo in quanto tale che rivela a chi sa osservare ciò che contiene e i possibili percorsi che si possono sviluppare a partire da quella determinata angolazione, da quel punto di vista, da quel determinato luogo.

Il modello metodologico che ne deriva consiste essenzialmente nello sviluppo di percorsi di scoperta parzialmente guidati su un’area territoriale delimitata (tipicamente, una città d’arte, ma si possono considerare anche altre opzioni): il percorso di scoperta è realizzato mettendo in evidenza degli oggetti o dei luoghi, in prossimità dei quali (se si cammina nell’area oggetto del percorso con un dispositivo dotato di GPS) si può accedere a dei contenuti, ovvero ottenere delle informazioni e svolgere specifiche attività didattiche o di approfondimento.

Ecco un esempio sperimentale, disponibile fino al 31 maggio 2015 sul portale di IBIS Multimedia Network: Guardarsi intorno (1, Arezzo)

[in piattaforma: http://www.ibismultimedia.net/moodle/course/view.php?id=16]

Nel caso specifico il percorso consiste nella scoperta di 18 “luoghi” in grado di raccontare la storia della città di Arezzo e, indirettamente, l’evoluzione dell’arte, della scienza, della tecnologia, della letteratura e del pensiero. I criteri adottati per scegliere i 18 luoghi sono quindi in parte legati alle tipicità del contesto storico urbano preso in esame (si evidenziano ad esempio alcuni luoghi imprescindibili, anche se si cerca di osservarli da punti di vista inconsueti), in parte riferibili al bisogno di mostrare anche oggetti meno noti e scontati, solitamente trascurati dalle guide o collocati ai margini delle passeggiate in città.

Lo schema seguito nella realizzazione dei contenuti riferiti a ciascun oggetto o luogo segnalato nel percorso è a sua volta molto rigoroso e tiene conto di almeno tre esigenze primarie: affidare la scoperta del luogo o dell’oggetto segnalato a un breve racconto il cui scopo non è spiegare dettagliatamente che cosa si sta osservando, ma stimolare forme di osservazione critica, curiosità e attenzione ad alcuni dettagli: l’approccio utilizzato richiama, in sostanza, lo storytelling; integrare il racconto con una serie di domande aperte il cui scopo è stimolare riflessioni critiche, anche attraverso tecniche che richiamano il “pensiero laterale”: le domande suggerite possono servire al singolo “viaggiatore” per interrogarsi su ciò che sta osservando in modo da collocarlo meglio rispetto ai contesti in cui può rientrare (contesto storico, urbanistico, visivo…) e agli eventuali gruppi per discutere e condividere impressioni, raccogliere altre informazioni, sviluppare associazioni di idee, sempre a contatto diretto con il luogo o l’oggetto su cui ci si sta interrogando; suggerimenti sul significato e le implicazioni delle domande aperte associate ai vari luoghi sono in ogni caso riportati in questa guida metodologica; mettere a disposizione di chi volesse approfondire alcuni aspetti o tematiche specificamente riferibili al luogo o all’oggetto segnalato alcuni strumenti e risorse, sotto forma di attività da svolgere direttamente in piattaforma: discussioni basate su forum, raccolte di immagini, pagine di diario, conversazioni, lettura di fonti e relativi commenti, confronti tra dettagli, ricerche iconografiche e così via…

Il percorso proposto si può quindi sviluppare in due diverse modalità o livelli:

  • Scoperta dei luoghi e degli oggetti selezionati, lettura del “racconto” associato e confronto o discussione sulla base delle domande critiche relative: in questo caso si può indicativamente calcolare che si possa dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti (al netto delle eventuali necessità logistiche: orari e modalità di accesso, affollamento…)
  • Scoperta, lettura, confronto e svolgimento di una o entrambe le attività di approfondimento collegate al luogo o all’oggetto: in questo caso si può indicativamente calcolare che si debba dedicare ad ogni luogo inserito nel percorso un arco di tempo compreso tra 1 e 3 ore (a seconda delle attività svolte o del grado di approfondimento di ciascuna di esse…)

 

Sulla base dello stesso modello, si cercherà di avviare la realizzazione di altri percorsi geolocalizzati, dedicati alla ri-scoperta delle città d’arte italiane, alla rilettura dei borghi storici o all’esplorazione di aree territoriali in cui si possano identificare elementi in grado di stimolare il pensiero critico e l’atteggiamento orientato alla soluzione dei problemi.