Apr 28th, 09
/
Qualcuno, forse, ricorderà che su Scuola 3D (ecco il blog del progetto) era stata avviata qualche tempo fa la costruzione a scopo didattico di una galleria virtuale su alcune delle mie elaborazioni digitali, in particolare i “rotoli” del Teatro della Memoria e i frammenti della Viadellamore. Ora i bambini della scuola elementare “Santucci” di Castel del Piano, guidati dalla maestra Nicoletta Farmeschi, hanno esplorato l’ambiente e hanno cominciato a porsi domande e interrogativi sulle tecniche con cui sono state realizzate le immagini, sui significati e anche su tanti altri dettagli che grazie alla loro curiosità sono diventati incredibilmente nitidi. Ecco i video in cui si presenta brevemente la galleria virtuale e in cui i bambini la visitano ponendomi tante domande:
Ed ecco le risposte che ho registrato e inviato ai bambini per aiutarli a capire:
Premessa
Frammenti
Significati
Positivo e negativo
La numerazione
Il fiume che scorre
Il rotolo numero 2
Il rotolo numero 3
Il rotolo numero 4
Il rotolo numero 5
Il rotolo numero 9
Saluti
Per quanto ispirata a un evento virtuale e mediata dalla rete, quella che ha preso forma è una conversazione assolutamente reale, che riporto qui così come si è sviluppata. Non penso che sia necessario un commento. Osservo soltanto che per quanto mi sia sforzato di spiegare ai bambini alcuni concetti essenziali che avevano toccato nelle loro domande, sono stati soprattutto loro ad aiutarmi a capire…
Tweet This Post
Apr 17th, 09
/
Ora basta. Non ne posso più di vedere l’etica e la morale confuse e rimescolate ogni giorno come colori impastati a caso da un bambino fino a ottenere soltanto un substrato grigiastro e opaco. Non sono un filosofo, ma so leggere Aristotele: “poiché ogni conoscenza ed ogni scelta aspirano ad un bene, diciamo ora che cos’è, secondo noi, ciò cui tende la politica, cioè qual è il più alto di tutti i beni raggiungibili mediante l’azione. Orbene, quanto al nome la maggioranza degli uomini è pressoché d’accordo: sia la massa sia le persone distinte lo chiamano felicità, e ritengono che viver bene e riuscire esprimano la stessa cosa che essere felici. Ma su che cosa sia la felicità sono in disaccordo, e la massa non la definisce allo stesso modo dei sapienti. Infatti, alcuni pensano che sia qualcosa di visibile e appariscente, come piacere o ricchezza o onore, altri altra cosa; anzi spesso è il medesimo uomo che l’intende diversamente: quando è ammalato, infatti, l’intende come salute; come ricchezza quando si trova povero” [Etica a Nicomaco, I, 4]. Più di due millenni fa era già chiaro che l’etica ha a che fare con la possibilità di essere felici, ovvero con l’idea di una politica intesa come ricerca (e oserei dire garante) del bene comune. Ma in questa nostra Italia sempre più piccola e meschina ce ne siamo completamente dimenticati. L’etica – nel suo significato più vero – è stata ed è quotidianamente messa in disparte dal dilagare della morale e del moralismo, due facce della stessa presunta virtù che un grande poeta definì “la debolezza del cervello”. Io penso che etica sia la possibilità di scegliere tra alternative che, considerando il bene comune e l’importanza della ricerca della felicità, non impediscano agli altri di scegliere diversamente, mentre morale è l’atteggiamento in base al quale ciascuno di noi decide di scegliere tra le alternative possibili. In sostanza, penso che appartenga all’etica in quanto fondamento della politica garantire una legge che permetta a ogni donna di interrompere una gravidanza, mentre apparterrà alla sfera morale la scelta che ogni donna farà di volta in volta rispetto alle possibilità definite da quella legge. Lo stesso ragionamento dovrebbe valere per tutto ciò che ha a che fare con qualsiasi argomento in cui sono in gioco alternative che non forzano e allo stesso tempo non limitano la possibilità di ciascuno di esercitare la libertà di scegliere diversamente in base al proprio giudizio morale: dall’autodeterminazione rispetto alla morte alla possibilità di procreare grazie alla ricerca scientifica. Ma non è più su questi principi che si fonda la politica. Quello a cui assistiamo quotidianamente è soltanto l’affermazione di una morale maggioritaria rispetto a una minoritaria. Il trionfo del moralismo insomma. Le leggi ormai non definiscono le possibilità di ciascuno rispetto ad alternative capaci di rispondere a istanze accettabili nella misura in cui non prevaricano la diversità dei punti di vista e non vanno contro ciò che si può ritenere bene comune, ma sanciscono, spesso su base emotiva, il prevalere di un giudizio morale in base al quale il percorso di chi ritiene moralmente praticabile un’altra strada viene sistematicamente negato. Non c’è nulla di etico in questo approccio, c’è solo il manifestarsi di ciò che Pasolini aveva così ben sintetizzato affermando che “il moralista dice di no agli altri, l’uomo morale solo a se stesso”. La destra, i conservatori, i reazionari, prosperano in questa confusione tra etica e morale e non a caso approfittano di qualsiasi occasione per definire “etici” temi su cui in realtà intendono esercitare soltanto il loro moralismo, impedendo ad altri di fare o dire ciò che ritengono deplorevole dal loro punto di vista, un passo decisivo verso la censura e il totalitarismo. La sinistra, per parte sua, talora si limita a contrapporre a una morale dilagante soltanto un giudizio morale diverso, ignorando che non è così che si sconfiggono i moralisti, anzi. Che cosa possiamo fare per uscire da questa situazione e restituire all’etica e alla moralità la loro reale dimensione? Che cosa possiamo fare per impedire al moralismo di dilagare fino a rendere l’aria irrespirabile? Forse dovremo imparare a diventare eticamente immorali…
Tweet This Post
Apr 8th, 09
/
L’Aquila io me la ricordo così: ombre nella luce accecante di una domenica di luglio, il cielo che assomiglia a un’emozione illusoria e frammenti di racconti, pietre, ricami. Come tutte le città invisibili, poteva essere guardata soltanto attraverso il tempo, sovrapponendone gli scorci l’uno dopo l’altro, per anni e anni, fino a quando i dettagli sono diventati evanescenti come il cielo sereno. Ed è così che è stato e sarà.

Tweet This Post