Dec 23 2008

Un altro Natale

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Natale 2008

Un altro Natale. Un altro anno. E ci si chiede ancora che cosa è stato e che cosa sarà. Lo spazio e il tempo ci appaiono come petali di rosa che somigliano alle ali degli angeli sullo sfondo del cielo. Anche se la bellezza che resta, ormai, è fatta di attimi e di scorci, di visioni improvvise ed effimere in mezzo a quei deserti senza fascino che sono le nostre città omologate dalle vetrine in franchising, dove tutti corrono ma non sanno dove andare, dove tutto sembra illuminato mentre è reso opaco da un futuro incerto, a cui non riusciamo più neppure a ribellarci aggrappandoci a ciò che rimane della nostra immaginazione. No, non accenderò un’altra lampadina intermittente persa nel flusso dei messaggi in rete. Gli auguri di quest’anno vorrei cercarli là dove sono stati dimenticati. E li vorrei associare a immagini perdute, regalando a chi non riesce più a trovarla, nella gabbia dorata che noi stessi abbiamo costruito arrendendoci al marketing e alle consuetudini, una ragione per sorridere ancora, o commuoversi. Auguri, dunque, prima di tutto a chi è onesto con sé stesso e con gli altri. A chi si sofferma a ripensare a quando, con gli occhi incantati di bambino, andava a raccogliere il muschio nei boschi con suo padre, per metterlo sotto l’albero e distenderlo con cura sul paesaggio di un ingenuo presepio; o a quando prendeva da una scatola fragili decorazioni di vetro soffiato che si rompevano prima che riuscisse a passarle a sua madre. A chi non si vergognerà di piangere guardando occhi affamati di pane, di parole, di bellezza o di gioia. A chi non si lascerà travolgere dal conformismo, e a chi regalerà ai bambini non un giocattolo prezioso, ma qualcosa che possano davvero ricordare: un libro, un racconto, un sogno, la voglia di giocare con gli altri e non contro di loro. Auguri a chi vedrà la musica e ascolterà la pittura, a chi ritroverà gli amici perchè ha voglia di farlo e non perchè è Natale, a chi proverà a cucinare con amore, a chi berrà del vino rileggendo i poeti greci e a chi riuscirà a riscoprire ogni profumo, ogni sapore, ogni sguardo. Auguri a chi salirà su una montagna, o andrà sulla riva del mare, per guardare lontano e sentirsi parte di tutto ciò che è, sapendo che non è perfetto ma è tutto ciò che abbiamo. Auguri a chi è capace di crescere senza dimenticare ciò che è stato, a chi accetta gli altri per quello che sono, a chi sa ancora dare un valore alla parola libertà, a questa parola così bella, insultata ogni giorno per opportunismo e calpestata ovunque per interesse, e a tutte le parole che l’accompagnano. Auguri a chi riuscirà ad andare al di là del bene e del male in cerca di una verità, purchè lo sia e possa appartenerci. E a chi preferisce il significato di un pacchetto vuoto rispetto al costo di un dono senza l’ombra di un’anima. Quanto a me, cercherò di meritare gli stessi auguri che faccio a tutti gli altri. Non perché senta il bisogno di meritare qualcosa, il mio, si sa, è un Natale laico, di quelli che, parafrasando un grande poeta, si scontano giorno per giorno. Ma perché forse è così che potrò sopravvivere alla frenesia di queste giornate: cercando nei pensieri racchiusi e nelle emozioni soffocate quei doni che mi piacerebbe ricevere, e che poche parole non possono certo esprimere, ma almeno accennare, come tocchi di colore su una tela bianca, fotografie sovrapposte o flussi della memoria. Un altro Natale ci attraverserà. Che almeno non sia invano.

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Oct 30 2008

Sono oggetto di un progetto…

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Il progetto, per il momento, si chiama enigmaticamente MRX, come l’attacco del mio nickname “storico”. L’oggetto in realtà non sono io (ci mancherebbe…) ma alcune delle mie immagini digitali, in particolare la serie del Teatro della Memoria. che nella versione originale è costituita da una serie di 18 pannelli dove le elaborazioni digitali sono integrate da collages di immagini analogiche e stampe laser su acetato recuperate dalla serie Viadellamore. Ma non è questo conta. Conta il fatto che il progetto di cui sono oggetto è un progetto didattico, un’idea lanciata da Nicoletta Farmeschi per Scuola3D e di cui è possibile discutere sia attraverso un wiki che attraverso un blog, oltre che nell’active world del gruppo degli insegnanti sperimentatori. L’idea è quella di lavorare con i ragazzi all’allestimento di uno spazio espositivo virtuale, o di un paesaggio immaginario, in cui collocare una selezione di immagini, per poi smontarle, decodificarle, cercare di capire come sono fatte, sia sul piano tecnico che in relazione ai significati. Sarò online per qualsiasi confronto su questi temi. Nel frattempo, chiudo questo pensiero ad alta voce con una riflessione sulla memoria e sulla sovrapposizione delle immagini: più volte ho sperimentato la tecnica dell’esposizione multipla analogica, scattando più volte sullo stesso segmento di pellicola per ottenere effetti di trasparenza o altro. Il problema è che questo approccio tradizionale alla sovrapposizione non mi garantiva un controllo molto accurato sui diversi scatti (anche per alcuni miei limiti tecnici immagino), nè, soprattutto, una riflessione particolarmente raffinata sulla memoria, di cui la sovrapposizione delle immagini è insieme metafora e risultato. Non dico di non aver ottenuto immagini interessanti anche con le mie vecchie macchine fotografiche (che continuo a usare con immenso piacere…), ma si trattava di puri esercizi di stile: poche immagini (3 o 4 al massimo) raccolte nello stesso momento e nello stesso luogo. Contava soprattutto l’effetto visivo. A me invece interessava raccontare, recuperare nella memoria ben altre quantità di immagini, sovrapponendole con ben altre possibilità di controllo e di accostamento. La fotografia digitale, o meglio, l’elaborazione digitale delle immagini mi ha dato questa possibilità. Così sono nati prima vari studi e poi la serie del Teatro della Memoria, che è il risultato di molteplici e meditate sovrapposizioni che raccontano i viaggi di un anno, attraverso una selezione di decine e decine di immagini tratte da migliaia di scatti, manipolate lentamente utilizzando la tecnica dei “layers” (strati) in Photo Shop (ma avrei potuto utilizzare qualsiasi altro editor in grado di gestire layers), fino a ottenere un risultato che mi sembrava valesse la pena di stampare, per sovrapporlo di nuovo ad altre immagini. Certo, non si tratta solo di questo: ogni singola immagine di ogni insieme può essere stata ritagliata, elaborata, filtrata, disallineata. Ma intanto si può cominciare a ragionare sul “come”. Del “perché” pareleremo più avanti…

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Jul 27 2008

Memento

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Qualche giorno fa ho riletto un libro che mi appassiona sempre: è un testo semplice, lucido, essenziale, pieno di saggezza e buon senso. Come molti libri che hanno segnato la nostra vita fa parte di noi, ma dobbiamo rileggerlo di tanto in tanto per apprezzarne ancora di più la trama e coglierne sfumature che avevamo dimenticato, o ci erano sfuggite. Ecco solo qualche stralcio, che andrebbe centellinato, parola per parola…

(2) La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

(3) Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(4) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

(16) Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

(27) La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

(33) L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

(34) La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

(38) Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

(120) La Regione non può istituire dazi d’importazione o esportazione o transito fra le Regioni. Non può adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose fra le Regioni. Non può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro.

Il libro si intitola “La Costituzione della Repubblica Italiana”. Si può scaricare gratuitamente come E-Book, sia in formato PDF che in formato HTML: è una lettura utile e piacevole, che non richiede molto tempo ma solo un po’ di sensibilità e di intelligenza… ed è questo, probabilmente, il vero problema.

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